|
|
Il carisma trinitario oggi, olio su tela a.D. 2000, Curia Generalizia PP. Trinitari Roma. Struttura della composizione: il dipinto è diviso in due parti: una cornice in cui è rappresentata la storia dell'Ordine, e una parte centrale in cui è esemplificato il suo carisma. La cornice: in basso, sono rappresentante cinque scene della vita di S. Giovanni de Matha. I due montanti laterali presentano otto nicchie con alcuni santi Trinitari: a sinistra di chi guarda, S. Giovanni de Matha, S. Giovanni Battista della Concezione, S. Michele dei Santi e la Ven. Angela Maria; a destra, S. Felice de Valois, S. Simone de Rojas, B. Marco Criado e la B. Anna Maria Taigi. Al vertice, due angeli che celebrano la gloria dell'Ordine. Dipinto centrale: La parte centrale della tela ha come protagonista la SS. Trinità, che è rappresentata come fonte della spiritualità e della missione dell'Ordine. Al centro del dipinto e asse a tutta l'opera è Cristo, vestito di rosso, che procede come Redentore verso il mondo che soffre protendendo le Sue mani, fonte di ogni liberazione. Il Padre, dietro Cristo, è visibile come una tunica celeste risplendente di luce, e il suo volto non è rappresentato, perchè l'unico volto del Padre che conosciamo è Cristo: "chi vede me, vede il Padre". Le labbra sono aperte e le mani disposte al perdono, come la parabola del "figliol prodigo". Lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio. Il mondo è pittoricamente individuato da una molteplicità di colori, di una scala diversa da quella che rappresenta la sfera divina della Trinità, e da una molteplicità di gesti e di azioni. La missione dell'Ordine è simboleggiata dai frati e dalla religiosa che sono frammisti all'umanità piegata dal dolore, dalla sofferenza fisica e morale. Ma in mezzo a questo dolore c'è già il sollievo della liberazione che solo la redenzione può portare: la figura femminile al centro, immagine dell'azione di liberazione verso la schiavitù della prostituzione, ha lo sguardo rassegnato e la mano indica l'alto, in lei splende la luce del captivo liberato. Inoltre sono sinteticamente rappresentate varie forme contemporanee di schiavitù: la persecuzione per motivi religiosi, i soldati bambini, le difficoltà dei migranti, la prigionia e la negazione dei diritti umani, la povertà delle periferie delle grandi metropoli del mondo, le nuove epidemie devastanti quali l'AIDS. I personaggi appartengono a una molteplicità di popoli e di situazioni, in cui i Trinitari operano: come l'immagine in cui un religioso porge il pane a un carcerato, soddisfacendo innanzitutto alla sua fame di Dio. Emerge la figura di un giovane Trinitario, che porta in braccio un bambino africano, magrissimo abbandonato come morto; una sorta di deposizione, che ricorda come ogni gesto di carità sia compiuto verso Cristo e per Cristo. Lo sguardo del medesimo frate sembra guardare oltre: nel dolore dell'uomo sa leggere la croce di Cristo. In basso, una bambina occidentale con la sua maglietta allude alla schiavitù della massificazione e del consumismo, ma la sua piccola mano è posta sul libro della Regola, e con questo gesto è sottolineata la giovinezza e l'attualità della Regola, dopo otto secoli di storia. Questa tela vuol essere un monumento del carisma dell'Ordine Trinitario, quasi un simbolo per il nuovo millennio: la carità che si confronta con le schiavitù contemporanee nella perenne contemplazione della SS. Trinità. Cristo, con la sua incarnazione, morte e risurrezione, ha per sempre liberato l'uomo: è questo il messaggio che cambia e converte il mondo, ieri, oggi, sempre. |