Catechesi
Trinitaria

 

Presentazione

1. Temi di preghiera

2. Temi trattati

3. La Numerazione pratica

4. Indicazioni magistrali
5. Docili allo Spirito, a esempio di Maria.


Temi pubblicati:
I-A
: Gesł il grande orante

II-A: Cercate il mio volto

PRESENTAZIONE

1. Temi di preghiera
Sono Temi umano-cristiani sulla Trinità. All’inizio abbiamo posto lo sguardo al cielo e i piedi ben assestati al suolo. Pensiamo che possa essere leale compagno di viaggio di ciascun uomo di buona volontà nelle diverse tappe di questo inesorabile, però favoloso, cammino verso il Mistero Trinitario che, nelle sue braccia, ci accoglie con tenerezza ammettendoci nel suo Focolare, Meta definitiva di tutti gli umani affanni.

Tienimi, Padre eterno,
nel tuo seno,
misterioso Focolare
Dormirò tranquillo,
perché vengo distrutto
Dal duro lavoro

Sono Temi per una riflessione serena, per una contemplazione riposata, senza troppa fretta né pregiudizi irrazionali. Già il suo titolo indica la sua finalità: non si tratta di una semplice istruzione religiosa, ma di suscitare nella mente e nel cuore l’anelo ardente di iniziare delle relazioni personali con ciascuna delle Tre Divine Persone della Trinità, nella quale conoscenza-comunione consiste la Vita Eterna: è la Felicità che tutto l’essere razionale cerca senza sosta e a volte senza saperlo.

Tutto questo, come si vede, sta chiedendo un clima propizio, se è possibile, un luogo appartato e un tempo favorevole. “Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’. Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare.Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte”. (Mc 6, 30-32).

In altri passaggi: “Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione” (Lc 6, 12). Questo era più rilassante del sogno stesso: al mattino uscì come nuovo, riflettendo in se stesso sulla Gloria di Dio. Tanto che, i suoi discepoli sentirono una santa invidia e lo supplicarono: “Signore, insegnaci a pregare” (Lc 11, 1). Perché la preghiera è un’arte che si apprende.

Top

2. I Temi trattati

Non solo elaborazioni magistrali, ma un semplice sgranare un rosario di idee e sentimenti che possano a loro volta disdegnare altre idee e affetti in coloro che le utilizzano. Vogliono essere unicamente “indicazioni e aiuti”. E i mezzi sono buoni “fino a che servono per conseguire il fine. Se disturbano, si ritirano.

- Si avranno temi eccessivamente ampi per una sola sezione.
La lettura integrale del tema porterà una migliore comprensione dello stesso in tutte le sue parti, benché dopo “ciascuna di esse” potrà offrire il materiale sufficiente per altre meditazioni contemplative. È importante leggerlo con calma e mettendosi nei panni del personaggio in questione; io sono il protagonista principale; noi, come gruppo, siamo gli attori.

- IL NUCLEO TEMATICO raccoglie le idee centrali che si sviluppano nel tema.

- Le citazioni bibliche, che si daranno durante lo sviluppo del tema, segnalano un contesto più ampio per essere consultati con calma e possano essere meglio intesi. La base di tutta la Preghiera Cristiana è la Parola di Dio; nessuno lo dimentichi.

- Da ciascun tema si offre, “a titolo di esempio”, un materiale di appoggio che spesso consiste, nelle citazioni dei testi biblici o degli altri documenti, preghiere, salmi, canti, sia per introdurli durante la sessione negli Alti nel cammino (che di volta in volta interrompe le nostre disquisizioni e distrazioni, come a ricordandoci che la finalità principale dei temi di preghiera non è questa), o meglio per sapere atterrare adeguatamente (cosa non poco importante).

Top

3. La Numerazione pratica

Mettiamo questa “numerazione al margine”, con lo scopo di poter individuare meglio i “punti di meditazione”; in questo modo ogni persona o gruppo elegga - nella preparazione - quelli che giudica essere sufficienti per una sezione, o più adeguati al momento.

RIASSUMENDO: questo non è un libro per essere letto rapidamente o d’un fiato, con più o meno curiosità, ma i Temi per essere portati alla preghiera vanno letti in un tranquillo silenzio, lasciandosi condurre dallo Spirito e sapendo fare, di volta in volta, un Alto nel cammino, per pregarli, ad esempio di Gesù, con più intensità e calma.

ALTO NEL CAMMINO

NOTA: Durante questa pausa, si può cantare dei canti adeguati.

Top

4. Indicazioni magistrali

Gesù ci lasciò norme sufficienti per pregare come conviene:
- Gli interlocutori: Dio e l’uomo. Chi è Dio? Chi è l’uomo? È il punto di partenza: secondo il concetto che ognuno abbia su Dio e sulla persona umana, sarà la relazione personale in questo dialogo intimo.
- Umiltà. Questa “umiltà che è la verità”, questa umile realtà della creatura di fronte al Creatore: “Dio resiste ai superbi e dona la sua grazia agli umili” (1pd 5,5). “Ti benedico, o Padre perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intellettuali e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11, 25). La parabola del fariseo e del pubblicano (Lc 18, 9). “ L’anima mia magnifica il Signore perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e santo è il suo nome.” (Lc 1, 48). Questa è la verità che ci rende liberi (Gn 8, 32).

- “Non siate simili agli ipocriti, che amano pregare per essere visti degli uomini” (Mt 6, 5). “Tu invece quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

- “Non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro…”

“Abbà” è l’espressione aramaica che traduce il balbettio del bambino ebreo quando, allo sciogliere la lingua, pronuncia per la prima volta: Papá. Il bambino ha rallegrato, in un istante e con una sola parola, il cuore di suo padre. Il resto viene da solo.

Pregare è tanto facile – e tanto difficile – come amare; tanto facile e tanto difficile come dialogare. Pregare è parlare col proprio padre con spontaneità e tenerezza, non come uno schiavo che trema davanti al suo signore, ma come figli liberi e confidenti: “E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: “Abbà Padre!” (Rm 8, 15).

- Riassumeva bene Teresa de Avila: “Pregare è avere una relazione di amicizia con chi sappiamo che ci ama”, con Dio-Amore: Padre, Figlio e Spirito Santo. Intavolare una conversazione cordiale con il Padre in atteggiamento filiale; una relazione fraterna con il Fratello maggiore Gesù Cristo che ci ha amato fino alla fine dando la vita per i suoi fratelli minori; una relazione intima con l’Amico dell’anima, lo Spirito Consolatore inviato dal Figlio dal seno del Padre affinché resti sempre dentro di noi incitandoci al bene: all’amore di Dio e del prossimo.

- Un meraviglioso incontro Trinitario! E lì “nel profondo dell’anima” (come dicono i mistici) dove Loro tre stabiliscono la loro dimora, nella tavola rotonda con il pane eucaristico (Icono de Rublev), si parla po’ di tutto, come accade nelle migliori famiglie: del Piano della Trinità e dei nostri piani, dei suoi pensieri e dei nostri – che non sempre coincidono -; della gioia e godimento dei beati in cielo – come stiamo bene qui! E dei piaceri e speranze, tristezze e angustie degli uomini in terra- perché il dolore? E perché a me? – E cerchiamo aiuto e consolazione, perdono e misericordia, forza per noi e per tutti; e benediciamo il Nome glorioso della Santissima Trinità: al Padre per la meraviglia della creazione; al Figlio per il gesto impagabile della redenzione; allo Spirito Santo per la sua silenziosa opera di perfezionamento di ambedue attraverso la Storia fino a giungere ai cieli nuovi e alla terra nuova: la santificazione.

Per questo, uniti agli Angeli e ai santi cantiamo:

Gloria al Padre//. Gloria al Figlio//. Gloria allo Spirito Santo/.
Gloria a te, Trinità.
- Al nascere del Sole// All’arrivo della luce
Ti cantiamo inni di gratitudine.
- Grazie, o Signore, per la tua creazione.
Grazie per la vita e per l’amore.
- Grazie, o Signore, per la tua redenzione,
per il tuo sangue siamo figli di Dio.
- Grazie, o Signore, per santificare
la nostra umile opera in comunità.

Top

5. Docili allo Spirito, a esempio di Maria.

Siamo coscienti che di fronte del Padre Eterno, siamo sempre bambini piccoli che appena sappiamo cosa dire, cosa chiedere e, soprattutto, COME farlo, arriva allora l’Avvocato delle cause perse, lo Spirito di Verità che ci ricorda tutto ciò che Gesù ci insegnò e ce lo fa comprendere. “Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio” (Rom 8, 26).

Egli è in verità la nostra Guida esperta in questa rischiosa avventura di scalare il Monte Santo di Dio: “tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!” (Rom 8, 14; Gal 4, 6).

Questo è, senza dubbio, la miglior scorciatoia per guadagnare le cime più alte della contemplazione Trinitaria.

Come Maria Santissima, la donna sempre docile allo Spirito, che sapeva: “tenere i segreti di Dio nel suo cuore per meditarli con più calma” (Lc 19 e 51). Lei ci insegna col suo esempio di vita, come disporre l’anima per accogliere le insinuazioni dello Spirito: con autentica umiltà, fede viva, speranza ferma e ardente carità.

Ti salutiamo, Maria,
Figlia di Dio Padre,
Madre di Dio Figlio,
Sposa dello Spirito Santo.
Sacrario della Santissima Trinità.

Se di questo si tratta, in definitiva, di andare all’unico cammino che, sotto l’impulso dello Spirito Santo, ci conduce al Padre, la soluzione risulta facile: il modo migliore di avvicinarsi al Figlio, sarà sempre la Madre:

Dalla mano di Maria
Verso Cristo camminiamo;//
Poiché con lei il cammino
È più bello e più chiaro//

A Gesù per Maria e per Gesù nello Spirito al Padre. È per questo che prima di ogni preghiera - affascinante avventura verso l'ignoto - siamo abituati ad invocare così ai Tre:

Vieni, Spirito Santo,
Riempi i cuori dei tuoi fedeli
e incendia in loro la fiamma del tuo amore.
Invia, Signore, il tuo Spirito e tutto sarà creato.
E rinnoverai la faccia della terra.
Preghiamo: O Dio (Padre),
che hai illuminato i cuori dei tuoi figli
con la luce dello Spirito santo;
Facci docili elle sue ispirazioni
per gustare sempre il bene
e godere della sua consolazione.
Per Gesù Cristo Nostro Signore. Amen.


PREGHIERA ALLA MADRE DEL SILENZIO

Signora del cuore aperto,
Maria della totale disponibilità,
Vergine degli occhi che vedono Dio.
Donna dell'ascolto attento.
Arca che conserva parole e segreti,
Cammino retto di incontro con Dio.
Dizionario del silenzio,
Teologa del SI incondizionato.
Sta al mio fianco nell'attesa,
leggendo con me la parola
che in te si fece carne,
ascoltandola nel cuore,
modellando la mia risposta,
contemplando il Mistero ineffabile.
Insegnami a dire: Amen.

NOTA: Seguendo il metodo tanto pratico come efficiente di San Ignacio, ripeteremo qui e là dei concetti basici - non sono tanti - affinché a forza di ripeterli scendano al “fondo dell’anima” e, una volta assimilati dal subcosciente, si trasformino in “carne della nostra carne e vita della nostra vita”, grazie all’aiuto efficace dello Spirito Santo che non smette di lavorare nel nostro interno con le sue ispirazioni e carisi, i suoi doni e i suoi frutti. LASCIATI PORTARE DALLO SPIRITO! LASCIATI AMARE DA DIO!

top

Temi pubblicati