|
Catechesi
Trinitaria
4. Indicazioni magistrali
1. Temi di preghiera |
||||||
![]() |
||||||
|
Sono Temi per una riflessione serena, per una contemplazione riposata, senza troppa fretta né pregiudizi irrazionali. Già il suo titolo indica la sua finalità: non si tratta di una semplice istruzione religiosa, ma di suscitare nella mente e nel cuore l’anelo ardente di iniziare delle relazioni personali con ciascuna delle Tre Divine Persone della Trinità, nella quale conoscenza-comunione consiste la Vita Eterna: è la Felicità che tutto l’essere razionale cerca senza sosta e a volte senza saperlo. Tutto questo, come si vede, sta chiedendo un clima propizio, se è possibile, un luogo appartato e un tempo favorevole. “Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’. Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare.Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte”. (Mc 6, 30-32). In altri passaggi: “Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione” (Lc 6, 12). Questo era più rilassante del sogno stesso: al mattino uscì come nuovo, riflettendo in se stesso sulla Gloria di Dio. Tanto che, i suoi discepoli sentirono una santa invidia e lo supplicarono: “Signore, insegnaci a pregare” (Lc 11, 1). Perché la preghiera è un’arte che si apprende.
2. I Temi trattati - Si avranno temi eccessivamente ampi per una sola sezione. - IL NUCLEO TEMATICO raccoglie le idee centrali che si sviluppano nel tema. - Le citazioni bibliche, che si daranno durante lo sviluppo del tema, segnalano un contesto più ampio per essere consultati con calma e possano essere meglio intesi. La base di tutta la Preghiera Cristiana è la Parola di Dio; nessuno lo dimentichi. - Da ciascun tema si offre, “a titolo di esempio”, un materiale di appoggio che spesso consiste, nelle citazioni dei testi biblici o degli altri documenti, preghiere, salmi, canti, sia per introdurli durante la sessione negli Alti nel cammino (che di volta in volta interrompe le nostre disquisizioni e distrazioni, come a ricordandoci che la finalità principale dei temi di preghiera non è questa), o meglio per sapere atterrare adeguatamente (cosa non poco importante). 3. La Numerazione pratica RIASSUMENDO: questo non è un libro per essere letto rapidamente o d’un fiato, con più o meno curiosità, ma i Temi per essere portati alla preghiera vanno letti in un tranquillo silenzio, lasciandosi condurre dallo Spirito e sapendo fare, di volta in volta, un Alto nel cammino, per pregarli, ad esempio di Gesù, con più intensità e calma. 4. Indicazioni magistrali - “Non siate simili agli ipocriti, che amano pregare per essere visti degli uomini” (Mt 6, 5). “Tu invece quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. - “Non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro…” “Abbà” è l’espressione aramaica che traduce il balbettio del bambino ebreo quando, allo sciogliere la lingua, pronuncia per la prima volta: Papá. Il bambino ha rallegrato, in un istante e con una sola parola, il cuore di suo padre. Il resto viene da solo. Pregare è tanto facile e tanto difficile come amare; tanto facile e tanto difficile come dialogare. Pregare è parlare col proprio padre con spontaneità e tenerezza, non come uno schiavo che trema davanti al suo signore, ma come figli liberi e confidenti: “E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: “Abbà Padre!” (Rm 8, 15). - Riassumeva bene Teresa de Avila: “Pregare è avere una relazione di amicizia con chi sappiamo che ci ama”, con Dio-Amore: Padre, Figlio e Spirito Santo. Intavolare una conversazione cordiale con il Padre in atteggiamento filiale; una relazione fraterna con il Fratello maggiore Gesù Cristo che ci ha amato fino alla fine dando la vita per i suoi fratelli minori; una relazione intima con l’Amico dell’anima, lo Spirito Consolatore inviato dal Figlio dal seno del Padre affinché resti sempre dentro di noi incitandoci al bene: all’amore di Dio e del prossimo. - Un meraviglioso incontro Trinitario! E lì “nel profondo dell’anima” (come dicono i mistici) dove Loro tre stabiliscono la loro dimora, nella tavola rotonda con il pane eucaristico (Icono de Rublev), si parla po’ di tutto, come accade nelle migliori famiglie: del Piano della Trinità e dei nostri piani, dei suoi pensieri e dei nostri che non sempre coincidono -; della gioia e godimento dei beati in cielo come stiamo bene qui! E dei piaceri e speranze, tristezze e angustie degli uomini in terra- perché il dolore? E perché a me? E cerchiamo aiuto e consolazione, perdono e misericordia, forza per noi e per tutti; e benediciamo il Nome glorioso della Santissima Trinità: al Padre per la meraviglia della creazione; al Figlio per il gesto impagabile della redenzione; allo Spirito Santo per la sua silenziosa opera di perfezionamento di ambedue attraverso la Storia fino a giungere ai cieli nuovi e alla terra nuova: la santificazione. Per questo, uniti agli Angeli e ai santi cantiamo: Gloria al Padre//. Gloria al Figlio//. Gloria allo Spirito Santo/. 5. Docili allo Spirito, a esempio di Maria. Egli è in verità la nostra Guida esperta in questa rischiosa avventura di scalare il Monte Santo di Dio: “tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!” (Rom 8, 14; Gal 4, 6). Questo è, senza dubbio, la miglior scorciatoia per guadagnare le cime più alte della contemplazione Trinitaria. Come Maria Santissima, la donna sempre docile allo Spirito, che sapeva: “tenere i segreti di Dio nel suo cuore per meditarli con più calma” (Lc 19 e 51). Lei ci insegna col suo esempio di vita, come disporre l’anima per accogliere le insinuazioni dello Spirito: con autentica umiltà, fede viva, speranza ferma e ardente carità. Ti salutiamo, Maria, Se di questo si tratta, in definitiva, di andare all’unico cammino che, sotto l’impulso dello Spirito Santo, ci conduce al Padre, la soluzione risulta facile: il modo migliore di avvicinarsi al Figlio, sarà sempre la Madre: Dalla mano di Maria A Gesù per Maria e per Gesù nello Spirito al Padre. È per questo che prima di ogni preghiera - affascinante avventura verso l'ignoto - siamo abituati ad invocare così ai Tre: Vieni, Spirito Santo,
PREGHIERA ALLA MADRE DEL SILENZIO NOTA: Seguendo il metodo tanto pratico come efficiente di San Ignacio, ripeteremo qui e là dei concetti basici - non sono tanti - affinché a forza di ripeterli scendano al “fondo dell’anima” e, una volta assimilati dal subcosciente, si trasformino in “carne della nostra carne e vita della nostra vita”, grazie all’aiuto efficace dello Spirito Santo che non smette di lavorare nel nostro interno con le sue ispirazioni e carisi, i suoi doni e i suoi frutti. LASCIATI PORTARE DALLO SPIRITO! LASCIATI AMARE DA DIO! |
||||||