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Congregazione Generale “Messico
2005”
Formazione, governo dell’Ordine, Capitolo Generale,
vita comunitaria e nuove presenze, in modo particolare quella del Cairo,
sono stati i temi su cui si sono concentrati i dibattiti
La Congregazione Generale celebrata in Messico (D.F.)
dall’8 al 14 agosto occupa in questa occasione, in modo monografico,
l’informazione della Curia Generale e le attività del P. Generale e dei
Consiglieri. Sono intervenuti in questa Congregazione Generale: il
Ministro Generale, i Consiglieri Generali, il Segretario Generale, il
Procuratore Generale, i ministri e i delegati provinciali di Spagna Nord,
Spagna Sud, Italia Nord, Canada, Stati Uniti, i delegati di Italia Sud e
Madagascar, i vicari dell’America Latina e Austria, e i rappresentanti
di Francia, Messico, India, Brasile e Polonia.
Proposte circa la formazione:
Formazione di
formatori: La formazione dei
nostri formatori è importante, sia a livello generale che
specificatamente trinitario, perciò è necessario che ogni giurisdizione
prepari i propri formatori adeguatamente; a livello specificamente
trinitario, si organizzino ogni triennio, due incontri, di almeno una
settimana di durata, uno generale, da realizzare il primo anno successivo
ai capitoli provinciali e un altro regionale, da realizzare il secondo
anno dopo i medesimi capitoli. Saranno coordinati, preparati e diretti dal
Consigliere Generale incaricato della formazione, a partire dal 2007. Gli
incontri regionali sono: Stati Uniti-Canada, America Latina;
Africa-Madagascar; Europa; India-Corea.
Professione
solenne: È richiesto un anno
di formazione e preparazione alla professione solenne. Questo aiuterà a
conoscersi meglio, approfondire la propria identità, fare esperienze di
apostolato in linea al carisma e crescere in una maggiore comunione. Una
formazione che deve essere non solo teorica, ma esperienziale-pastorale.
Il luogo e il responsabile dell’equipe formativa, sarà eletto dal
prossimo capitolo generale. Il costo economico di questa esperienza sarà
a carico del bilancio della Curia Generalizia. Sulle altre questioni
pendenti, si raccomanda il loro studio al segretariato generale di
formazione.
Formazione
permanente: È urgente una
formazione permanente di qualità a livello non solo teorico, ma di vita
vissuta, perciò è necessario che il Segretariato Generale di Formazione
rediga un programma di formazione permanente, insistendo sulla formazione
umana, spirituale, teologica e trinitaria, che sia presentata ad ogni
giurisdizione perché questa la accetti nella propria realtà.
La lingua nel
periodo di formazione: Per
facilitare la comunicazione e il dialogo tra tutti i fratelli del mondo
intero, ogni giurisdizione cercherà di facilitare i religiosi, sia nella
fase iniziale della loro formazione, come nella fase permanente, nello
studio di una lingua tra l’inglese e lo spagnolo, oltre la propria.
Questo faciliterà i nostri incontri internazionali e la relazione dei
nostri religiosi in tutti i luoghi in cui l’Ordine è presente.
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Proposte circa le nuove presenze:
- Parlando delle
“nuove presenze”, stiamo parlando di una espansione geopolitica
dell’Ordine e di una incarnazione della sua missione carismatica nella
quale tutti dobbiamo essere interessati e dobbiamo contribuire al suo
sviluppo e appoggio. Per il momento, Cairo e Corea, devono essere incluse
in questa realtà, ogni giurisdizione deve determinare quale delle proprie
fondazioni deve considerarsi come nuova presenza (cioè, quali fondazioni
si trovano nel tempo della loro fondazione, definizione o consolidamento)
e perciò necessitano dell’aiuto e dell’appoggio di tutto l’Ordine.
Il Consiglio Generale Allargato privilegerà le fondazioni più bisognose
d’aiuto.
- Al fine di
promuovere una maggiore conoscenza e apprezzamento dell’Ordine nel
mondo, specialmente nelle nuove presenze, ogni giurisdizione esiga che i
religiosi in formazione, passino un periodo di tempo specifico in una casa
trinitaria, inserita in un altro contesto geografico e culturale
dell’Ordine. Bisogna redigere una lista comune sulle possibilità che ci
sono per andare nelle nuove presenze, includendo una descrizione di quali
esperienze, tempi e requisiti manchino. Questa lista deve essere condivisa
con i formatori delle diverse giurisdizioni. Allo stesso modo un’altra
lista deve essere redatta dai formatori sugli studenti disponibili, quali
tempi e quali qualità e interessi abbiano. A livello generale si
coordineranno entrambe le liste. Il Segretariato Generale di Formazione
deve promuovere e animare tale progetto.
- Formare una
commissione che prepari le linee direttici da seguire per tutte le future
nuove fondazioni, le quali devono includere le seguenti indicazioni: a)
Come apriamo una nuova fondazione? Dove? Perché? E come? Esiste un piano
unificato e coordinato per l'espansione
geopolitica dell’Ordine? Chi deve aprire la fondazione? Qual è la sua
missione e il motivo? b) Come consolidiamo la fondazione? Come discernere
se la nuova fondazione si sta sviluppando secondo il suo progetto? Come
assicuriamo lo sviluppo della vita comunitaria, la formazione iniziale, la
formazione permanente, la vita spirituale, quali sono gli appoggi
sufficienti per renderlo fattibile, ecc.? c) Coloro che sono incaricati di
redigere queste direttrici e valutare i progetti, saranno il Segretariato
di Formazione insieme al Segretariato dell’Apostolato, creando una
Commissione congiunta. In ogni riunione del Consiglio Generale Allargato
(questo Consiglio è il guardiano e la guida del progetto) questa
Commissione deve informare circa l’andamento e fare proposte su detto
progetto.
Proposte circa il governo dell’Ordine:
- Consiglio
Generale Allargato. Due richieste esplicite si sono fatte affinché il
Consiglio Generale Allargato sia deliberativo. Tenendo presente che “si
è data troppa autonomia alle Province, e che non siamo una Federazione di
Province, ma un Ordine” e che le decisioni a livello generale sono
difficili da realizzare, proponiamo che il Consiglio Generale Allargato
sia deliberativo.
- Riorganizzazione
delle giurisdizioni. Tenendo presente che alcune giurisdizioni hanno
il problema della loro sopravvivenza nel futuro, è vitale pensare alla
riorganizzazione dell’Ordine. Sapendo che le nuove presenze hanno
bisogno di appoggio nel campo economico e formativo e che l’appoggio è
imprescindibile, inviando religiosi, proponiamo la riorganizzazione
dell’Ordine; a questo scopo si deve creare una commissione composta da
tre o quattro religiosi, dei quali uno sia membro del Consiglio Generale.
Questa Commissione proporrà al prossimo capitolo generale un piano
d’azione, riflettuto e discusso con le giurisdizioni e presentato ai
capitoli provinciali.
- Consiglieri ed
aree geografiche. Visto il malessere riportato nei vari resoconti
rispetto al documento dei consiglieri generali nel loro lavoro rispetto
alle aree geografiche; avendo presente che le differenti giurisdizioni e
le nuove presenze necessitano di animazione e accompagnamento, proponiamo
che la commissione preparatoria del Capitolo Generale si incarichi di
questa questione.
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Proposte sul Capitolo Generale:
Luogo:
i diversi gruppi hanno proposto: Madagascar (due gruppi), India (due
gruppi), Polonia (un gruppo), Colombia (un gruppo), Perù (un gruppo). Il
Consiglio Generale eleggerà il luogo che riterrà più opportuno. Tema:
“Annunciatori e testimoni di comunione e missione liberatrice”. Temi
segnalati per i gruppi: Riorganizzazione e ristrutturazione
dell’Ordine; modifica delle leggi per un miglior funzionamento;
relazioni tra la Curia Generale e le Province; funzione dei consiglieri
regionali; determinare meglio gli apostolati.
Proposte sulla qualità della vita comunitaria:
La comunità è in
funzione della missione propria dell’Ordine; Trinità e redenzione. La
qualità della vita comunitaria è caratterizzata dal progetto
comunitario, che dovrà comprendere: la preghiera comune e l’Eucaristia,
la comunione con la provincia e le altre comunità, l’attenzione alla
formazione integrale, la Lectio divina, l’animazione, la
comprensione reciproca, la condivisione. Cercare di ottenere che almeno in
ogni casa vi siano tre religiosi (cfr. CC 179; DG 335). Dove ciò non sia
possibile immediatamente, il Consiglio Provinciale veda l’opportunità
di associare la comunità di un solo religioso ad una comunità vicina
maggiore.
Il Cairo
Si auspica la
creazione di una comunità formata da diversi religiosi (circa 4), che si
preparino per far parte di questa fondazione, in dialogo con le province.
Luogo adeguato per tale esperienza, sembra la comunità di San Carlino, a
Roma, dove possono prepararsi nei campi della persecuzione, dialogo
interreligioso, ecumenismo, ecc, in contatto con gli organismi ecclesiali
che si occupano di questi temi, così come studiare o perfezionare
l’inglese ed iniziare li studio dell’arabo. Il responsabile
dell’elaborazione del programma e la cura dello stesso, sarà il
Presidente del Segretariato Generale dell’Apostolato. Questa esperienza
avrà inizio nel mese di settembre 2006, con una durata di un anno.
L’onere economico sarà a carico del bilancio annuale della Curia
Generalizia.
Per i religiosi che
compiono questa esperienza, così come per quelli già coinvolti nella
fondazione del Cairo, si firmerà una convenzione, preparata dal
Segretariato Generale dell’Apostolato, tra il Ministro Generale, il
Ministro Provinciale della Provincia di appartenenza del religioso e il
religioso stesso, che passa sotto la diretta giurisdizione del P. Ministro
Generale e del suo Consiglio per il periodo della sua presenza al Cairo,
che sarà di almeno 6 anni (tenendo presente il tempo necessario per
apprendere l’arabo e per la preparazione generale). Statuti particolari,
regoleranno gli aspetti della vita quotidiana: permessi di viaggio,
questioni economiche, diritto di voto nei doveri delle province di
origine, ecc.
La Congregazione
Generale riafferma l’opportunità di favorire delle esperienze temporali
al Cairo, di carattere comunitario o apostolico, di quei religiosi che lo
desiderino, preferibilmente dei giovani in periodo formativo.
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È giunta l’ora del
laicato autentico!
Il laico trinitario dovrebbe essere specialista nel captare il dolore e la
schiavitù che vive l’uomo di oggi
È giunta la vostra ora, cari fratelli laici trinitari,
non dimenticate la missione che già il Vaticano II vi ha assegnato. Non
siete chierici né religiosi e i vostri simboli devono essere i simboli
che parlano al mondo di oggi. Ricordate e incidete nei vostri cuori, le
meravigliose parole che il Concilio Vaticano II vi ha riservato, da 40
anni: “I laici si consacrano e si santificano nel mondo”. Il mondo con
le sue luci e ombre, è il vostro campo prioritario di lavoro. Il laico
trinitario dovrebbe essere un laico specialista nel captare il dolere e la
schiavitù che vive l’uomo di oggi. Non perdete troppo tempo in
riunioni, né in riscaldare sedie, né in discutere sullo scapolare,
stendardi, stampe e insegne trinitarie. Voi meglio di noi conoscete “le
gioie, i piaceri e le sofferenze dell’uomo di oggi”.
Ve ne accorgete che
il mondo di oggi e la società, stanno cambiando rapidamente. Il laicismo
cresce giorno per giorno; la gente prima di tutto, ai cristiani impegnati,
chiede una testimonianza e una coerenza di vita. Forse molte delle nostre
tradizioni e segni religiosi trinitari nati nella società medievale delle
crociate, formata da cristiani buoni e musulmani cattivi, non dicono più
nulla al nostro mondo più in dialogo e pluralista.
Voi stessi ci avete
detto molte volte che la gente con la quale vi incontrate per strada e nel
mondo del lavoro, vive in un’altra realtà. Che per loro non è un
problema il dogma della Trinità, se Dio è una persona, o due, o tre, o
quattro o cinque. Voi stessi che provate nelle vostre viscere il dolore e
la sofferenza dell’uomo moderno, ci avete chiesto, in quanto laici, in
molte occasioni, cosa sta facendo la Chiesa gerarchica per quei cattolici
che si sono visti obbligati ad allontanarsi dalla Chiesa e a non
comunicarsi per problemi di divorzio, separazioni e unioni non
sacramentali? Perché la Chiesa non è democratica e non dà più
partecipazione ai laici e in particolare alla donna?
La Gloria di Dio
Trinità e la libertà degli schiavi, offrono oggi a ciascuno di voi una
missione nel mondo per restituire il volto misericordioso di Dio
all’uomo che soffre, è emarginato ed escluso… Il nostro mondo oggi
non comprende Dio ma va accompagnato dai valori umani per la dignità
della persona, i Diritti Umani, la libertà, la partecipazione e la
democrazia. Perciò vi chiedo, non abbiate paura di essere cristiani, di
interpellare lo stesso Ordine perché nasca un laicato non di crocette né
di stampe colorate, ma un laicato adulto con una vera missione profetica,
redentrice e trinitaria.
TOP
Aiutateci a scoprire il volto misericordioso del Dio
Trinitario
Fratelli e amici
laici, voi patite giorno per giorno, il dolore di molti fratelli che si
sentono abbandonati ed esclusi. Essi invocano, non giustizia, né
dottrine, né moralità, ma testimoni dell’amore misericordioso di un
Dio che va al loro incontro, perdona i loro errori e restituisce loro la
dignità di persona. Anche voi percepite che nel mondo non si accettano i
dogmi chiusi, che il mondo vuole dialogare e che viviamo in una società
pluralista che è reticente ad accettare certi dogmi e imposizioni venuti
da certe istituzioni.
In ogni parte del
mondo, vi è molto dolore e segnali di schiavitù e emarginazione. Non si
trova dolore solo dopo il carcere, ma è anche oppressa l’anima del
giovane caduto nella rete dell’alcool o della droga. Però, come prima
segnalavo, non dimenticate il dolore di molti fratelli che si sono
allontanati dalla Chiesa e che a volte perfino i più santi, li
condannano. Voi stessi, come laici, soffrite per molti familiari e amici
che si sentono violenti e separati dalla Chiesa. È questo il luogo dove
sacerdoti e religiosi e religiose hanno bisogno del vostro contributo per
una pastorale trinitaria per coloro che si allontanano…
Come vedete, la
missione laicale trinitaria, in un momento di scarsa raccolta vocazionale
nei paesi del Nord, è ardua… Il lavoro quotidiano con i poveri, nelle
carceri, con i malati, nella parrocchia, nel collegio, nelle missioni, con
coloro che sono allontanati ed esclusi, ecc, deve essere la preoccupazione
di ogni laico trinitario che si consacra a Dio Trinità e agli schiavi.
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Costruzione di un ospedale a Moramanga
L’ospedale Cotugno
(Napoli) promuove, insieme ai missionari trinitari e alcune associazioni
di volontariato, la costruzione di un ospedale a Moramanga (Madagascar),
con un bilancio di circa 25 mila euro. L’iniziativa è stata promossa da
padre Antonio Smoraldi,
procuratore per le missioni, e da alcuni medici del Cotugno.
L’amministrazione del Cotugno, inoltre, garantirà il funzionamento
dell’ospedale, assicurando la presenza del personale medico e sanitario
attraverso un gemellaggio duraturo.
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Ordinazioni e professioni solenni in
Polonia
Il 25 giugno, nella
nostra casa conventuale di Cracovia, sono stati ordinati quattro giovani
trinitari, Maciej Lopacinsky e Tomasz
Kowalik diaconato, e Krzysztof
Tessner e Piotr Graduszzewski
presbiterato. Il pomeriggio precedente i due diaconi hanno emesso la loro
professione solenne nelle mani del nostro Padre Generale, José
Hernández, in visita pastorale alla
comunità. La cerimonia delle quattro ordinazioni è stata particolarmente
suggestiva con la partecipazione di un gran numero di fedeli e amici,
sacerdoti religiosi e diocesani, familiari degli ordinati e della comunità.
Il vescovo officiante, Mons. Adamo,
amico dei trinitari, nell’omelia,
ha avuto parole molto significative circa la rinascita dell’Ordine
Trinitario in Polonia.
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Esposizione sulla figura di Anna Maria
Taigi
Dal 14 al 21
dicembre, ha avuto luogo nei locali della basilica di San Crisogono, una
esposizione pittorica sulla figura della beata Anna Maria, con il tema “Dall’umano
al divino nella famiglia”. In occasione di questo avvenimento, è
stato presentato un libro di più di 700 pagine (32 delle quali a colori),
sulla beata trinitaria, edito in quattro lingue dalla Tipografia Vaticana.
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XL Simposio di Teologia Trinitaria a
Salamanca
Dal 24 al 26 ottobre,
ha avuto luogo presso l’Università Pontificia di Salamanca, la
celebrazione del XL Simposio di Teologia Trinitaria, organizzato dal
Segretariato Trinitario di Salamanca, e diretto da padre José María
de Miguel, sul tema “Trinità e
apologia del Dio Cristiano. Il mistero della Santissima Trinità nella
teologia fondamentale”. Sono già 40 anni di simposi, attraverso i
quali l’Editoriale Segretariato Trinitario, vuole offrire all’ambito
della riflessione teologica la centralità, teorica e pratica, del Mistero
della Santissima Trinità. In questa occasione è stata fatta una
riflessione sul Mistero della Santissima Trinità dalla apologetica che la
teologia fondamentale ha realizzato negli ultimi anni. Il programma ha
sviluppato queste questioni: “Dal fondamento e dall’origine. La
Trinità nello sviluppo della Teologia Fondamentale”, da Ponzalo
Tejerina Arias, Decano della Facoltà di
Teologia; “La dimensione trinitaria della rivelazione nella teologia
postconciliare. A 40 anni da “Dei Verbum”, da Mons. Giuseppe
Lorizio, Pontificia Università
Lateranense; “Dimensione trinitaria della fede cristiana” da Joâo
Izquierdo, Università della Navarra,
Pamplona; “La credibilità del Dio cristiano nel contesto
storico-culturale” da Martín Gelabert,
Facoltà di Teologia “San Vicente Ferrer” – Valencia; e il “Mistero
ineffabile. Linguaggi e discorsi in teologia trinitaria” da Santiago
del Cura, Facoltà di Teologia – UPSA.
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Convivenza interprovinciale di
pastorale trinitaria ad Algorta
“Il pastore,
davanti alle sfide attuali di evangelizzazione: difficoltà e possibilità”,
è stato il tema sviluppato dal delegato della catechesi della diocesi di
Valladolid, José Heras Rodríguez,
nell’“Incontro Interprovinciale 2005” delle due province spagnole,
dal 5 all’8 settembre. Sotto il titolo di “Testimoni del Dio della
vita”, si sono sviluppati questi altri temi: “Un cambiamento decisivo
nel nostro comportamento pastorale”, Angel V. de Mendizábal;
“La condizione del testimone. Testimone di un incontro con Dio”, Pedro
Bustinza; “Testimoni di una vita
nuova. Umiltà del testimone”, Benigno Zaballa;
“Il linguaggio del testimone. Il
testimone tra l’incoerenza”, Domingo Ciordia.
L’ultima giornata i partecipanti agli incontri di pastorale hanno
visitato la casa del beato Domenico Iturrate e il Santuario della Virgen
Bien Aparecida, che ha celebrato il 400 anniversario della sua
apparizione.
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Congresso Mariano nel Santuario della
Bien Aparecida
Con la celebrazione
eucaristica presieduta da monsignor Angelo Amato,
segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, è stato
inaugurato il Congresso Mariano con il quale la diocesi di Santander,
celebrava i 250 anno dalla creazione dell’Episcopato e i 400 anni della
scoperta di Nostra Signora della Bien Aparecida, patrona della Cantabria.
Nell’atto di apertura del congresso erano presenti il vescovo di
Santander, monsignor José Vilaplana,
il vescovo di Bilbao, monsignor Ricardo Blázquez,
presidente della Conferenza Episcopale, il Ministro Generale dell’Ordine
Trinitario, José Hernández, e
il Ministro Provinciale della Spagna Nord, Daniel García.
Le varie conferenze sono state effettuate da monsignor Angelo Amato
e da altri professori che hanno trattato questi temi: “Maria nel
Concilio Vaticano II e
nel magistero postconciliare”,
“Lo Spirito Santo scenderà sopra di te: Maria nella manifestazione
dello Spirito”, “Un popolo pellegrino alla luce di Maria”, “Madre
del Signore. Dimensioni della maternità messianica di Maria”, “Maria
figlia e sposa del Padre. Prospettiva biblica, teologica e liturgica”,
“Maria, guida e compagna del nostro cammino di fede”, “Maria, prima
Chiesa” e “Solidarietà e libertà”.
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Il Governo Spagnolo si fa carico della
catalogazione della biblioteca del Borromini
Agli inizi di ottobre
è stato reso pubblico che il Governo spagnolo si fa carico dei costi di
catalogazione della Biblioteca del Borromini di San Carlino, composta da
20.000 volumi compresi tra i secoli XVI-XIX. Il progetto, diretto dal
professor Juan María Monticano, sarà portato a termine da dieci dottori
e laureati dell’Università di Malaga, e si realizzerà tra febbraio e
settembre 2006.
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II Centenario della dichiarazione di
venerabile di fra Tommaso della Vergine
Il 22 settembre 2005
si è celebrato il secondo centenario della dichiarazione con cui
riconosceva solennemente che fra Tommaso della Vergine, ha praticato le
virtù cristiane in grado eroico. Il Decreto porta il titolo Sicut
aurum in fornace (come l’oro nel fuoco), ed è festeggiato il 22
settembre, festa nella quale si celebrava, a quei tempi, la festa di San
Tommaso di Villanueva. Tale avvenimento storico ha una peculiarità, è
che, per donare il Decreto di eroicità di virtù, lo stesso Papa Pio VII,
fece visita al convento di San Carlino a Roma. Il Papa veniva dal Palazzo
del Quirinale, circondato dalla corte, e celebrò la messa nella nostra
chiesa. La lettura e il dono del Decreto, ebbe luogo nella Sala dei
Venerabili. Dopo la lettura, si scoprì una bella lapide in marmo, che si
conserva ancora, il cui testo latino, tradotto, recita così: “A Nostro
Signore, Pio VII, Pontefice Massimo, Difensore della Religione, che nelle
Decime Calende di ottobre (=22 settembre) dell’anno 1805, avendo
celebrato sull’altare di questa chiesa, si è degnato di onorare questa
Sala con la sua presenza, e con la lettura del solenne Decreto, è stato
il primo ad annunciare la santità del Venerabile Servo di Dio TOMMASO
DELLA VERGINE, parente dell’egregio arcivescovo Tommaso di Villanueva.
Fra Isidoro de San Vincenzo, Ministro Generale, al migliore e munifico
Principe”.
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Sovvenzione alla Fondazione
Pro-Libertas per una scuola in Sudan
Il Monte di Pietà e
la Cassa di Risparmio di Huelva e Siviglia, hanno concesso alla Fondazione
Prolibertas della Spagna Sud, una sovvenzione di 57.920 Euro, per la
“Costruzione della Scuola Elementare San Giovanni de Matha” a Rumbek,
Sudan. Il progetto consiste nella costruzione della Scuola di san Giovanni
de Matha, a Adhior, località appartenente alla città di Rumbek, capitale
dello Stato del Buhirat, situato al sud del Sudan. Il sud del Sudan ha una
popolazione di 10 milioni di persone. Questa regione adesso sta uscendo da
20 anni di guerra per prepararsi alla pace. Perciò è necessario pensare
alla ricostruzione del paese. Adhior è un centro che è stato totalmente
distrutto dalla guerra. Da almeno tre anni si sta lavorando per dare una
formazione alle nuove generazioni, ma mancando i mezzi, gli spazi
destinati a ciò, non hanno alcuna possibilità, se non quello di avere un
futuro migliore, fa si che questa scuola continui a funzionare.
Attualmente, questo centro è formato da otto corsi di scuola elementare,
con un totale di 650 alunni. Le classi si sviluppano in sei capanne di
paglia e fango o anche sotto gli alberi della zona. Il progetto della
scuola elementare San Giovanni de Matha, comprende la costruzione di 8
aule ripartite in 4 locali (due in ciascuno), per alloggiare gli attuali
alunni, il cui numero è destinato ad aumentare quando la costruzione sarà
ultimata, così come un ufficio per il direttore, con funzione di
segretaria, una sala professori e un piccolo magazzino.
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“Nella Provincia della Spagna Nord
ci sono vocazioni”
Secondo quanto
riporta padre Juan Líbano, nel
Bollettino Informativo della provincia della Spagna Nord: “Nella
Provincia ci sono vocazioni”. Questa provincia spagnola è composta da:
uno studente a Roma, tre a Salamanca, un novizio alla Bian Aparecida, sei
novizi in Perù, un postulante a Salamanca, undici postulanti a Bogotà,
cinque aspiranti a Medellin, per un totale di ventotto giovani in periodo
di formazione, di cui venticinque colombiani. Un segnale di speranza,
frutto di tutto il lavoro di pastorale vocazionale che contatta decine di
ragazzi.
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Giovani della Pastorale Giovanile e
Vocazionale della Spagna Sud, partecipano alla XX Giornata Mondiale della
Gioventù
Seguendo i passi dei
magi d’Oriente, le cui reliquie sono custodite nella cattedrale di
Colonia, e sotto lo slogan “Siamo venuti ad adorarlo”, un gruppo di
giovani pellegrini della pastorale Giovanile e Vocazionale della Spagna
Sud, accompagnati da padre Pedro José Huerta,
provenienti da Granada, Siviglia, Cordoba, Valdepeñas, Cuidad Real e
Alcazar de San Juan, hanno partecipato, insieme a mille giovani
provenienti da tutto il mondo, alla XX Giornata Mondiale della Gioventù,
celebrata nella Diocesi di Colonia, nei giorni 15-22 agosto. “Un
avvenimento importante nel quale Dio ci ha regalato dei giorni di incontro
e convivenza con i giovani cristiani di tutto il mondo, e nel quale si è
manifestato, una volta ancora, la grazia dello Spirito e la comunione
della Chiesa”
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Incontro degli ex-alunni del Seminario
Minore della Virgen de la Cabeza
Nel 1959, l’Ordine
Trinitario stabilì un seminario minore nel Santuario della Virgen de la
Cabeza dal quale sono passati, nel corso dei suoi
25 anni di esistenza
(1959-1984), 656 alunni. Trentacinque, di questi seminaristi, oggi sono
sacerdoti trinitari. A causa della forte crisi di vocazioni degli anni
ottanta, il seminario è stato chiuso nel 1984.
Nei giorni 15 e 16 ottobre, gli ex-alunni di questo seminario
minore trinitario, invitati dalla comunità trinitaria del Santuario,
hanno celebrato un incontro di evocazione del passato e memoria gradita,
nei quali hanno preso parte 145 di quegli alunni, molti di loro
accompagnati dalle loro mogli. Alcuni erano 40 anni che non si vedevano.
Una Eucaristia di ringraziamento, presieduta dal Superiore Generale, padre
José Hernández, insieme al
Provinciale, padre Antonio Jiménez,
e il rettore del santuario, padre Domingo Conesa,
e la concelebrazione di una ventina di sacerdoti trinitari, è stato
l’atto centrale di questo incontro.
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Ordinato sacerdote il primo trinitario
tedesco della Provincia della Spagna Sud
Antonio Elverfeld,
nato a Heimbach (Selva Nera), membro della comunità di Antequera
(Malaga), è stato ordinato sacerdote il 17 settembre nella cattedrale di
Friburgo dall’arcivescovo Robert Zollist.
Antonio ha conosciuto i trinitari a Francoforte, sperimentando la sua
vocazione a contatto con la piccola comunità trinitaria che curava i
migranti spagnoli di Francoforte e Wiesbaden. Attualmente lavora nella
Fondazione Prolibertas per la cura ai migranti e ex-carcerati.
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I consiglieri generali José Narlaly e
Alfred Couturier, hanno visitato l’America del Sud
Dal 20 settembre al 3
dicembre, i consiglieri generali padri José Narlaly,
presidente del Segretariato per la formazione, e Alfred
Couturier, presidente del Segretariato
per l’Apostolato, hanno visitato le comunità dei vicariati spagnoli
dell’America Latina e Brasile, interessandosi delle competenze dei loro
rispettivi segretariati. Hanno visitato tutta la Famiglia Trinitaria
latinoamericana, condividendo la vita comunitaria con i fratelli e le
sorelle, hanno costatato l’impegno dei fratelli con i carcerati, i
poveri, gli emarginati e la vitalità dei giovani in formazione, 75 in
totale. Sono stati a Sao Paolo (Brasile), Villa Maria e Buenos Aires
(Argentina), San Carlos e Santiago (Cile), Lima (Perù), Sucre (Bolivia),
Ponce, Isabella e Bayamon (Porto Rico) e Bogotà, Medellin e Ibagué
(Colombia). Hanno visitato anche la missione di El Muyo, nel nord del Perù,
il centro di abilitazione per i giovani contadini a Pitantorillas (Sucre),
e le comunità contemplative di Lima e Penco (Perù).
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IV Centenario della Provincia dello
Spirito Santo
Domenica 6 novembre
nella chiesa conventuale di Nostra Signora di Grazia di Cordoba, la
Provincia dello Spirito Santo (Spagna Sud), ha celebrato il IV Centenario
della sua creazione, con un’Eucaristia di ringraziamento presieduta dal
ministro provinciale, Antonio Jiménez Fuentes,
nella quale parteciparono 26 religiosi delle varie comunità della
provincia. Infatti, la Provincia della Spagna Sud, la più antica
dell’Ordine, nata nel primo capitolo provinciale celebrato a Valladolid
il 7 ottobre 1605 e convocato per decreto dal nunzio Giovanni García
Mellini. Il Riformatore dell’Ordine, Giovanni
Battista della Concezione, fu eletto
come primo Ministro Provinciale.
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Viaggio in Madagascar
Padre Antonio
Sáez de Albéniz, è stato in
Madagascar dall’11 luglio al 15 agosto. Appena arrivato si è trasferito
a Moramanga per offrire alcuni giorni di preparazione immediata e gli
esercizi spirituali, a 7 giovani trinitari, cinque che hanno ricevuto
l’ordinazione sacerdotale e due il diaconato, a Tsiroanomandidy, sabato
30 luglio, per le imposizioni delle mani di monsignor Gustavo
Bombin. Sono stati ordinati sacerdoti Cyprien
Rakotovahoaha, Samuel Rabemanajara, Manitra Nicolas G. Randriamalala,
Pascal Heninjara ndriatiana Razanadratsima, Jean Claude Hermenegilde
Rabetsiferana, e diaconi: René
Randriamanampisoa e Albert
Rajaonarivoahangy.
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Gli uragani Katrina e Rita hanno
colpito le comunità trinitarie
Gli uragani Katrina e
Rita che hanno allagato la città di New Orleans in ottobre e novembre,
hanno colpito anche le comunità trinitaria dell’Ave Maria (New Orleans)
e del Texas. La casa della comunità dell’Ave Maria è stata inondata
dall’acqua e i nostri fratelli si sono visti obbligati a chiuderla.
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Tragedia in India
Uno studente
trinitario del primo anno di filosofia, della comunità di Bangalore, di
19 anni, è stato ucciso in un incidente stradale, quando ritornava in
moto da un controllo medico con un altro compagno. Entrambi sono stati
curati sul luogo dei fatti e nulla si è potuto fare per Joshy George
Jince che è morto sul colpo per l’impatto con un altro veicolo. Nella
breve storia dell’Ordine Trinitario in India, è il terzo religioso
giovane che muore in modo tragico. Senza dubbio, una perdita irreparabile
per i nostri fratelli e questa giovane fondazione.
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Yule Urrutia, tutta una
vita di donazione al Laicato Trinitario
“Il mio cammino alla sequela di Cristo è la mia
vocazione laicale e trinitaria, nel mio stato da nubile”
“Oggi sono felice”, afferma sicura di se stessa,
Yule Urrutia, laica trinitaria basca, nata ad Algorta (Vizcaya), con più
di 50 anni di vita trinitaria, che ha appena lasciato la presidenza del
Consiglio Internazionale del Laicato Trinitario, nella recente Assemblea
Intertrinitaria del Messico. Yule, “madre di molti trinitari”,
professoressa di alcuni di loro, donna di aspetto bonaccione, di cuore
grande, di spirito forte e di lacrima furtiva, tutta una vita interamente
donata al laicato trinitario. A sedici anni ha eletto il suo stato di vita
e a diciannove era già terziaria trinitaria: “Il mio cammino alla
sequela di Cristo è la mia vocazione laicale e trinitaria, nel mio stato
da nubile”, ci confessa con profonda sincerità, dallo scintillio
giovane dei suoi occhi neri.
Eletta Presidentessa
del Consiglio Internazionale del laicato trinitario nella III Assemblea
Intertrinitaria di Ariccia (Roma) nel 1999, Yule terminava il suo mandato
nella IV Assemblea Intertrinitaria celebrata in Messico lo scorso agosto.
Al momento del suo congedo, con la voce rotta di emozione e con alcune
lacrime traditrici, ringraziò il Signore del dono della vocazione
trinitaria che le aveva regalato e a tutti della collaborazione prestata,
nel suo compito di responsabile principale del laicato trinitario. La
sala, in piedi, ha applaudite Yule ringraziandola fortemente durante la
celebrazione dell’assemblea messicana. “la prima ad essere sorpresa
sono stata io – commenta semplicemente -, perché ho avuto sempre molto
chiaro che il Signore non ci chiede grandi cose, solo fin dove arriva la
nostra capacità. Però, questo si, dobbiamo arrivare fino lì, con
costanza e farlo con piacere. Assolutamente mai mi sono arresa a priori e,
a posteriori, ho cercato di vedere se sono stata io a non farlo bene.
Credo che se lavori con amore, la gente lo percepisce e sa perdonare i
tuoi errori e limiti”.
Non in vano, Yule ha
donato al laicato e alla Famiglia Trinitaria, tutta la sua vita, con ciò
che questa scelta comporta, come modo di vivere la chiamata del Signore:
“Quindi questa donazione ha significato la mia vita, la mia convinzione
che il mio cammino alla sequela di Cristo è la mia vocazione laicale e
trinitaria nel mio stato da nubile. L’ho scelto a 16 anni. Per è stata
una gioia, un regalo del Concilio, il “venite anche voi a lavorare nella
mia vigna”.
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La mia situazione attuale, la mia formazione
religiosa e universitaria, la vivo in gratitudine all’Ordine.
Guardando in dietro e
rivedendo gli anni trascorsi, Yule si sente ricompensata dagli sforzi
realizzati e, in modo speciale, molto grata: “Ricompensata, senza
dubbio, e in abbondanza, - sottolinea con sincerità. Se dovessi pagarlo
non mi basterebbe il tempo; il Signore si incaricherà. Te lo dico perché
te ne renda conto. Appartengo ad una famiglia numerosa con poche donne. Ho
lasciato gli studi a 13 anni. Padre José Gamarra, il mio direttore
spirituale, mi chiese, e chiese ai miei genitori, di fare una carriera già
a 26 anni. Iniziai e terminai il mio diploma in un corso. Dopo due anni
ero maestra e ho iniziato a lavorare. Lavorando mi sono iscritta
all’Università di Deusto e mi sono laureata in Filosofia ispanica. Lì
ho fatto tre anni di teologia. La mia situazione attuale, la mia
formazione religiosa e universitaria, la vivo con gratitudine
all’Ordine”. Questa donna, non si è sentita affatto delusa che ha
sostenuto di tasca propria la maggioranza dei suoi viaggi e le spese della
tipografia e della posta delle pubblicazioni del laicato, che non ha
lesinato sforzi e tempo, che in certe occasioni non è stata corrisposta
come si sarebbe dovuto, non sembra che abbia portato nessuna disillusione:
“Sforzandomi un po’, penso che ciò che più mi è dispiaciuto, è che
il CILT non abbia potuto, forse per uno statuto non fatto bene, realizzare
tutto il lavoro che si era prefissato”.
Senza il minimo
rancore, ha avuto alcune esperienze che la hanno resa molto felice:
“Guardo nel mio cuore, il mio viaggio in America, lo spirito di famiglia
che ho trovato lì dal mio arrivo e la continua comunicazione che abbiamo
avuto. È stato importante per me, sia col COPEFAT internazionale che col
CONEFAT, consiglio nazionale della famiglia spagnola, non lasciare di
sentirmi famiglia con i religiosi ed esserlo, di cuore, con le monache e
le religiose”.
Adesso, girando
pagine in questa nuova tappa della sua vita, mentre si cura per
raccomandazione del medico e prepara delle crocchette per i familiari che
verranno a trovarla a Natale, sulla base dell’esperienza vissuta,
esprime una parola particolare per il “suo” laicato: “Il laicato
deve essere cosciente che vive un momento storico importantissimo e quasi
decisivo. Dobbiamo lavorare per raggiungere la maturità, senza cordoni
ombelicali né protagonismi, gli altri membri della famiglia devono
aiutarci in questo cammino, dimenticando i paternalismi”.
Malgrado tutto, non
pensa ad abbandonare il laicato trinitario. Sentendola parlare, pensiamo
che Yule ha ancora “spago in corpo” per il futuro. Ce lo conferma:
“Il futuro dipende dal Padre, il pensionamento non so cosa sia”. Penso
di continuare, se posso, lavorando e dopo, quando non potrò farlo, sarò
laica trinitaria contemplativa e darò l’ultimo sprint fino a quando il
Padre mi dirà: “VIENI”. Ciò che posso dire è che mi ritiro in
grande pace, amore per il laicato e per la famiglia intera e questo è già
un bel regalo”.
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La Famiglia Trinitaria
vivendo in fraternità nella IV Assemblea Intertrinitaria “Messico
2005”
Una celebrazione eucaristica di fronte alla Vergine di
Guadalupe, patrona del Messico, presieduta dal cardinale Roberto Rivera
Carrera, insieme al Ministro Generale dell’Ordine Trinitario, padre José
Hernández Sánchez, e nella quale concelebrarono quasi un centinaio di
sacerdoti trinitari, ha concluso la IV Assemblea Intertrinitaria
“Messico 2005”, sviluppata in un’atmosfera di fraternità e pluralità.
123 membri della Famiglia Trinitaria hanno rappresentato diciotto paesi di
appartenenza, in questo quarto incontro trinitario internazionale che ha
segnato un passo in più lungo il cammino di “diventare famiglia”,
iniziato 20 anni fa a Majadahonda (Madrid) nel 1986 e continuato ad Athis
Mons (Parigi) nel 1993 e Ariccia (Roma) nel 1999.
Dall’Eucaristia, testimoni dell’amore redentore
Nella convocazione
intertrinitaria internazionale, presieduta dal Ministro Generale, vi hanno
partecipato i membri del Consiglio Generale dell’Ordine, i Provinciali
di Spagna, Canada e Italia Nord, i Vicari Provinciali dell’America
Latina, la Presidentessa del Consiglio Internazionale del Laicato
Trinitario, le delegazioni delle Trinitarie Contemplative, Trinitarie di
Madrid, Trinitarie di Valencia, Trinitarie di Roma e un nutrito gruppo di
laici, membri della Famiglia Trinitaria, provenienti da Spagna, Francia,
Italia, Polonia, Inghilterra, Madagascar, Egitto, India, Corea, USA,
Canada, Brasile, Perù, Bolivia, Guatemala, Colombia, Porto Rico e
Messico. Il coordinamento generale dell’assemblea, era a carico di padre
Giovanni Martire Savina,
Consigliere Generale, Presidente del Segretariato per la Famiglia
Trinitaria.
“Dall’Eucaristia,
testimoni dell’amore redentore”,
è stato il tema scelto per questa quarta assemblea che si situa nel
contesto ecclesiale dell’Anno Eucaristico: “In comunione con tutta la
Chiesa, la Famiglia Trinitaria ha cercato di approfondire nella conoscenza
delle radici comuni, iscritte nel cuore dell’Eucaristia per alimentare e
assimilare lo spirito di lode e apostolico, redentore-misericordioso e di
liberazione, che si nutre dalle radici della carità dalle quali è
sgorgato il progetto di lode e misericordia di San Giovanni de Matha”,
scrive il Padre Generale in un comunicato alla Famiglia.
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In ascolto del grido dei nuovi schiavi
La IV Assemblea
Intertrinitaria “Messico 2005”, si è aperta lunedì 15 agosto, festa
dell’Assunzione della Vergine Maria, con un’Eucaristia presieduta dal
Ministro Generale dell’Ordine, nella Basilica di Nostra Signora di
Guadalupe, totalmente gremita di pubblico. “Famiglia Trinitaria, ascolti
tu il grido degli schiavi di oggi in America Latina?”, domandava il
Padre Generale nella sua omelia. Affermava: “Nell’umile segno del pane
e del vino, trasformati nel suo corpo e sangue, Cristo cammina con noi
come nostra forza e viatico, ci converte in suoi testimoni di speranza”.
Martedì, 16, sul tema “La gioia di vedere”, il Presidente del
Segretariato Generale per la Famiglia Trinitaria, padre Giovanni
Martire Savina, ha presentato i lavori
dell’Assemblea, sul tema “Da Majadahonda al Messico: Viaggio tra
sogni e speranze”, ricordando le precedenti assemblee
intertrinitarie celebrate a Madrid, Parigi e Roma. Padre Giulio
Cipollone, professore dell’Università
Gregoriana di Roma, ha spiegato come “Nell’Eucaristia, l’amore per
tutti diventa liberazione. Il carisma di San Giovanni de Matha”.
Mercoledì, 17,
giornata dedicata alla “forza di agire”, ha parlato il vescovo
ausiliare di Merida, Monsignor Rafael Palma Capetillo,
su “L’Eucaristia, suprema glorificazione della Trinità e
realizzazione dell’opera di redenzione”, che ha sottolineato come
“la partecipazione all’Eucaristia è il culmine dell’assimilazione a
Cristo, principio e forza del dono totale di se stesso; con la
partecipazione al sacrificio della croce, il cristiano si impegna a vivere
questa stessa carità. Questa dimensione eucaristica come comunione e
carità è intensamente presente nella spiritualità trinitaria e si
proietta in tutte le sue opere. Giovedì, 18, dedicato alla “forza di
agire”, la Responsabile del Laicato Trinitario del Messico, la
dottoressa Yolanda Cordero, in
una conferenza accolta con un caloroso applauso, ha riflettuto su come
essere “Testimoni dell’amore redentore: aspetti di una spiritualità
incarnata nella realtà dell’America Latina”, una spiritualità che,
religiosi, religiose e laici trinitari, devono trasformare in
esperienza di vita nel loro impegno e opzione nei settori più sfavorevoli
dell’America Latina”.
Venerdì,
19, sull’aspetto “la forza di mettere in pratica”, monsignor Raúl
Vera, religioso domenicano, vescovo di Saltillo e vicario di don Samuel
Ruiz in Chiapas, ha avuto un intervento carico di spontaneità e
freschezza sul tema “In cerca di nuovi modelli di relazione tra
religiosi, religiose e laici nella spiritualità di comunione”.
Monsignor Vera, ha concluso la sua conferenza lasciando nell’aria questa
domanda diretta in modo particolare ai religiosi, religiose e laici
trinitari, che vogliono, dal loro carisma, essere testimoni dell’amore
redentore: “Possiamo rimanere al margine delle prospettive di uno
squilibrio ecologico, la pace minacciata e la violazione dei diritti
umani?”
Nelle
successive esposizioni, i rappresentanti del laicato trinitario, hanno
presentato i loro gruppi rispettivi, mettendo in risalto la ricchezza, la
varietà e il livello di impegno del laicato trinitario nelle nazioni dove
sono presenti, insieme ai temi del programma, le celebrazioni liturgiche e
i momenti intensi di preghiera, hanno avuto un’attenzione speciale in un
ambiente di comunione e fraternità trinitarie. È necessario sottolineare
l’ingente lavoro realizzato dai nostri fratelli trinitari della giovane
Delegazione del Messico, in modo particolare dei padri Pablo Salas
e Nacho Pacheco, e le attenzioni fraterne che hanno avuto tutti i
partecipanti nei giorni in cui si è sviluppata l’assemblea. La
collaborazione efficace nel lavoro e l’appoggio logistico delle Suore
Trinitarie di Madrid, con la loro Delegata Regionale, suor Alicia
Puerto, in testa, è stato determinante nella preparazione e sviluppo
dell’incontro.
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Un lungo lavoro da fare
Concludendo la IV Assemblea Intertrinitaria del Messico
2005, bisogna sottolineare, tra gli altri, questi aspetti salienti: il
buon lavoro realizzato in gruppi, la forza, la maturità e la ricchezza
del laicato trinitario in tutte le giurisdizioni, il progresso del senso
di Famiglia, la preoccupazione per la gioventù trinitaria, e i desideri
di un impegno maggiore nella missione trinitaria.
L’Assemblea
non termina, apre un lavoro da fare, quindi si devono analizzare
profondamente gli aspetti di questa assemblea e concretizzare le proposte
realizzate. Tutto ciò si è raggruppato in un’idea: Il rafforzamento
della Famiglia Trinitaria passa attraverso la preghiera fraterna e
l’apertura ai giovani, la comunicazione del carisma e la solidarietà.
Tutte le proposte sono state il frutto del lavoro realizzato in sette
gruppi linguistici: italiano, francese, inglese e quattro spagnoli.
Il
messaggio finale, la sfida attuale per i religiosi, religiose e laici, lo
riferisce il Padre Generale in queste parole dirette nel suo messaggio
alla Famiglia Trinitaria, una volta terminata l’assemblea messicana:
“Tutti i membri della Famiglia Trinitaria, - religiosi, religiose di
vita attiva e contemplativa, fedeli laici – guidati dallo spirito
evangelico, delle beatitudini, come il lievito, devono impegnarsi in ogni
fraternità, per trasformare dal di dentro questo mondo, rendendolo più
umano, più abitabile e più giusto (cfr. Christifideles Laici 15),
iniettando in esso, le sementi dell’amore e della liberazione, del
perdono e della pace. Vogliamo avvicinarci a Cristo, pane di vita. Solo
lui ci dà l’energia necessaria per contrastare le suggestioni negative
della cultura della morte, rinnovando la nostra comune passione
liberatrice e redentrice”.
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Incontro del Laicato Trinitario
dell’Italia Nord
Dal 15 al 18 settembre si è celebrato a Rocca di Papa,
l’Incontro del Laicato della Provincia dell’Italia Nord, sul tema
“L’Eucaristia nella storia dell’Ordine Trinitario”. Il tema è
stato sviluppato in riferimento a tre momenti importanti della storia
trinitaria: “L’Eucaristia e le origini dell’Ordine Trinitario”,
dal professor Nicola Calvi; “L’Eucaristia e la Riforma
dell’Ordine Trinitario”, da padre José Hernández Sánchez,
Ministro Generale; e “L’Eucaristia nell’oggi dell’Ordine
Trinitario”, una tavola rotonda nella quale sono stati presentate le
testimonianze di Anna Maria Taigi e Elisabetta Canori Mora,
del beato Domenico Iturrate, di monsignor Giuseppe Di Donna
e Maria Teresa Cucchiari. La chiusura dell’incontro ha avuto
luogo a Roma, la mattina del 18, per dare ai partecipanti la possibilità
di visitare la tomba di Giovanni Paolo II, la chiesa di San Tommaso in
Formis e le reliquie delle beate Anna Maria Taigi, a san Crisogono, e
Elisabetta Canori Mora, a san Carlino.
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Fraternità e Confraternite e un
gruppo Giovanile della Spagna Sud, “Insieme per un laicato trinitario
che si rinnova di fronte al futuro”
Convocati dal Consiglio del Laicato Trinitario della
Spagna Sud, nei giorni 1 e 2 ottobre, i membri delle Fraternità del
laicato Trinitario e delle Confraternite Trinitarie, e dei gruppi
Giovanili Trinitari, hanno riflettuto sulla loro vocazione trinitaria, in
un incontro celebrato a Cordoba, nel quale presero parte laici, religiose
e religiosi trinitari. Il tema centrale è stato una riflessione su quali
devono essere i percorsi da seguire di fronte ad un rinnovamento del
laicato Trinitario, partendo dalla realtà attuale con le sue luci e
ombre.
Abbiamo un’ampia e ricca tradizione che ci aiuta ad
incontrare i segnali nel cammino della Famiglia Trinitaria, che devono
essere la base del nostro rinnovamento. Segnali che aiutano a compiere una
letture attuale della nostra realtà e che ci spingano verso il futuro per
vivere con creatività il carisma redentore di San Giovanni de Matha.
Troviamo come questo carisma trinitario si esprime in molte forme. In
concreto il Laicato Trinitario non è uniforme, ma si esprime
nell’attualità in diverse associazioni: Fraternità del Laicato
Trinitario, Confraternite, Gruppi Giovanili… Bisogna risaltare
l’importanza dei giovani in questo incontro; dalla riflessione che
questi stessi ci fanno, è sorto un ricco dialogo sul posto del Laicato
trinitario.
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Incontro Nazionale della Famiglia
Trinitaria
I giorni 11, 12 e 13 novembre, a El Plantio (Madrid),
ha avuto luogo l’ultimo incontro nazionale della Famiglia Trinitaria
spagnola. Circa un centinaio di fratelli di varie città della Spagna Nord
e Sud, hanno condiviso esperienze, formazione e progetti per il futuro. La
gloria della Trinità espressa nella formazione desiderata e cercata,
nella preghiera e nell’Eucaristia, sono stati ingredienti importanti in
questo incontro di famiglia.
Le conferenze sono state a carico dei padri José Maria
de Miguel Cangález, della comunità di Salamanca, che ha parlato di
“L’Eucaristia e il carisma redentore della Famiglia Trinitaria” e
Andrei Gonzáles García, della comunità di Siviglia, su
“L’Eucaristia e la pastorale”. In una tavola rotonda su “La IV
Assemblea Intertrinitaria del Messico”, presero parte alcuni
rappresentanti della famiglia Trinitaria Spagnola che vi avevano
partecipato: Pilar Alonso, trinitaria di Madrid, Maria Campos,
trinitaria di Valencia, José L. Villante e Miguel A. Chamorro,
laici, Juan Libano e Ramón Campos, religiosi. La
presidentessa del CILT, Yule Urrutia, ha preso la parola per
ringraziare di tutta la collaborazione prestatale durante il suo mandato,
è stata applaudita calorosamente da tutti i partecipanti. Ha chiuso
l’incontro il Ministro Provinciale della Spagna Sud, padre Antonio
Jiménez.
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Suor Maria Eliecer Peláez, è la nuova superiora
generale delle Trinitarie di Madrid
Le Suore Trinitarie di Madrid hanno celebrato il XVIII
Capitolo Generale della congregazione, dall’8 al 26 luglio, nella Casa
Madre di Madrid, sul tema “In Alleanza con Dio, impegnate con la gioventù
bisognosa. Ricreare il carisma alla luce della parola di Dio”. Suor Maria
Eliecer Peláez è stata eletta Superiora Generale dell’istituto, in
sostituzione di suor Pilar Alonso, che è stata superiora generale
negli ultimi dodici anni. Nei suoi 120 anni di storia, la congregazione
delle Suore Trinitarie di Madrid ha continuato ad aprire le porte della
speranza in vari luoghi del mondo per la gioventù che cerca di
realizzarsi e che trova solo difficoltà. Attualmente la congregazione è
composta da trenta case in sei paesi (Spagna, Messico, Argentina, Uruguay,
Italia e Guatemala). Il servizio alla gioventù con un carisma redentore e
liberatore lo realizzano attraverso dei focolari e residenze sociali,
centri educativi, orientamento in ufficio, presenza nelle carceri e nuovi
progetti come centri di accoglienza per giovani drogati in processo di
riabilitazione e per giovani ex-carcerati, la missione con le donne
indigene e il lavoro con i “bambini della strada” e i giovani
immigrate.
Il Capitolo Generale delle Trinitarie di Madrid, ha
segnalato, tra le altre, queste priorità per una maggiore fedeltà al
secolo XXI: l’impulso dell’esperienza e il primato di Dio, ravvivando
il fuoco carismatico, la grinta profetica dei fondatori, unendo come loro
la passione per Dio e la passione per l’umanità; la priorizzazione
della pastorale vocazionale con l’appoggio di tutte le sorelle,
accentuando l’impulso delle “comunità aperte”, che si amano e sanno
dimostrarlo, disposte ad accogliere e invitare i giovani e i laici dalla
proposta di Gesù: “Venite e vedrete”; il ravvivamento di ciò che è
profetico e significativo della loro missione trinitaria redentrice; la
formazione e comunicazione in rete in contatto con gli orientamenti della
Chiesa, della Vita Religiosa, ecc.
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Fraternità fra Damián López de Haro. Ponce, Porto
Rico
Il 18 febbraio del 2001, la nostra Fraternità fra Damián
López de Haro (Ponce, Porto Rico), ha iniziato il suo percorso
nell’affascinate cammino del carisma e della spiritualità trinitarie.
All’inizio, ci dedicavamo solo alla formazione, ci impegnavamo nella
missione del conoscere, studiare e approfondire la nostra vocazione
trinitaria e nella missione che quindi portavamo a termine in conformità
al carisma dell’Ordine Trinitario.
Dopo un anno di formazione, e dopo aver emesso, per la
prima volta, il nostro impegno temporale, il gruppo iniziale del laicato
di Ponce, si è orientato alla missione di identificazione di campi di
azione per portare a termine il nostro apostolato trinitario-redentore. Ci
siamo impegnati a collaborare nel Focolare Maria di Nazareth, che presta
aiuto alle persone deambulanti; con l’Ospedale Damas, dove forniamo
aiuto a quei pazienti più soli e bisognosi; con il carcere Las Cucharas,
dove collaboriamo con la Pastorale Penitenziaria condotta dai fratelli
Mercedari; con la catechesi parrocchiale, nella nostra parrocchia
Santissima Trinità; con l’aiuto, l’assistenza e l’accompagnamento
agli anziani e malati nelle loro case; e con “l’Apostolato
Familiare”, cioè, una collaborazione con terapie per bambini in
condizioni particolari, i cui genitori appartengono al nostro Laicato
Trinitario. Tramite questi apostolati, gli ultimi cinque anni abbiamo
ascoltato “il grido degli schiavi del nostro tempo”.
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I padri Jose Narlaly e Alfred Couturier, con le
trinitarie contemplative
Nella loro visita in America Latina, i consiglieri
generali, padri Jose Narlaly e Alfred Couturier, hanno visitato anche i
monasteri delle trinitarie contemplative della città di Lima e di Penco.
A Lima sono rimasti piacevolmente sorpresi della quantità di giovani
vocazioni alla vita consacrata trinitaria contemplativa; insieme alle
novizie e postulanti, formano una comunità di quarantadue religiose. Le
contemplative di Penco hanno una comunità composta da dieci religiose,
tra loro una novizia e una postulante. “È stata per noi un’esperienza
gratificante visitare le nostre sorelle contemplative di Lima e di Penco,
che in ogni momento ci hanno colmato di attenzioni e ci hanno riservato
un’accoglienza fraterna che non dimenticheremo mai” – hanno
affermato i padri Narlaly e Couturier.
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Professioni Perpetue delle Trinitarie di Valence
Le Trinitarie di Valence hanno celebrato con gioia, a
Lione, il 27 agosto, la professione perpetua delle sorelle Micäela Kim,
Antoniette Razanamandimby, Esther Rasoamaharavo, Berthine Razanatahirina,
Marie Joseph Chang, Silvie Valérie ndeme, Angélique Sigrist, Antoniette
Marie Rasoarimalala, e Thérèsa Pak, alla presenza della
Superiora Generale, Monique Landry. Hanno partecipato a questa
celebrazione un buon numero di religiose della congregazione, familiari
delle professe e rappresentanti delle comunità di Camerun, Corea, Congo,
Spagna, Gabon, Francia e Madagascar.
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Dai sogni
alla realtà: È
necessario il lavoro dei responsabili della famiglia perché le proposte
di “Messico 2005” si facciano realtà
L’Assemblea
del Messico per i prossimi anni ha confezionato delle proposte che
riportiamo qui di seguito, sulle quali dovremmo lavorare fino al prossimo
appuntamento. Tutte le proposte sono state raggruppate in un’idea: il
rafforzamento della Famiglia Trinitaria passa attraverso la preghiera
fraterna e l’apertura ai giovani, la comunicazione del carisma e la
solidarietà.
Preghiera e comunicazione
L’Assemblea
chiede che in tutte le comunità e i gruppi si realizzi l’adorazione
eucaristica che è stata proposta per quest’anno, secondo il calendario
inviato dalla Curia Generalizia.
L’Assemblea
invita i religiosi, le religiose e le monache perché aprano le porte
delle loro case per condividere con i laici i momenti della preghiera
comunitaria (Lodi, Vespri, …), specialmente nelle feste dell’Ordine e
nei momenti forti dell’Anno Liturgico: Avvento, Quaresima, Pasqua, …
L’Assemblea
chiede che si stabilisca un “Piano di comunicazione” nella Famiglia
Trinitaria, articolato secondo questi contenuti: pubblicazioni proprie
nelle distinte giurisdizioni con interscambio di pubblicazioni, riviste e
bollettini che sono pubblicati; interscambio e cessione di materiale che
possa essere utile a tutti; creazione nella Curia Generalizia di una
emeroteca trinitaria; elaborare una lista delle riviste, pubblicazioni e
bollettini trinitari nel mondo.
L’Assemblea
chiede di potenziare la rivista Trinitas et Libertas della Curia
Generalizia, edita in quattro lingue, aiuto ideale per arrivare in tutto
il mondo dove opera la famiglia Trinitaria; come aiuto ideale per
raggiungere tutti i luoghi del mondo dove è presente la Famiglia
Trinitaria, inviando esemplari a tutte le comunità di religiosi,
religiose e gruppi del laicato. Dai vari luoghi di residenza, è richiesto
lo sforzo di inviare alla redazione di “TL”, materiale informativo di
interesse generale e comunicazioni immediate al servizio informativo di
“Comunión”.
Creare
una rete trinitaria in Internet (RETRIN), una presenza qualificata in
Internet con mezzi adeguati per una maggiore informazione e comunicazione
interattiva; con pagine web trinitarie linkate con la propria pagina; una
zona riservata (Intranet) con accesso ai documenti, comunicazioni
ufficiali, materiale speciale (foto, montaggi, ecc); un foro
internazionale trinitario per dibattiti aperti.
L’Assemblea
suggerisce che si realizzi un Direttorio dei gruppi laicali, e che sia
costituito un comitato della Famiglia Trinitaria, a livello nazionale e
provinciale nelle grandi città.
L’assemblea
chiede che si realizzino incontri delle associazioni della famiglia
Trinitaria periodicamente: uno nazionale ogni anno; uno continentale ogni
tre anni; uno intercontinentale ogni sei anni (Assemblea Intertrinitaria).
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Laici e giovani
L’Assemblea ritiene opportuno che sia necessaria una
ristrutturazione e riorganizzazione del laicato a livello internazionale.
Costatiamo che l’organizzazione del CILT, non ha funzionato, soprattutto
in due aspetti: gli otto consiglieri regionali, invitati dal Presidente,
non si sono riuniti agli incontri biennali, e la comunicazione è stata
molto scarsa; perciò non è stato possibile compiere le norme dello
Statuto del CILT. Di fronte a queste deficienze, l’Assemblea propone una
ristrutturazione del Laicato a livello internazionale che nasca dalla
base. Quindi, invece di funzionare per regioni, dovrebbe funzionare per
associazioni. Per realizzare tale obiettivo, si dovrebbe dare un tempo di
due anni, durante i quali una commissione si dovrebbe incaricare di
individuare le differenti associazioni e raccoglierne gli statuti propri.
Spetta alle associazioni nominare i propri rappresentanti, che in un
incontro internazionale, dovrebbero eleggere il/la
Presidente del CILT ed elaboreranno gli statuti dell’organismo. Nel
frattempo, mentre si elabora il progetto, il COPEFAT dovrà eleggere un/a
Presidente provvisorio/a.
Si
auspica che dove esista la Famiglia Trinitaria si formino gruppi di
giovani con statuto proprio e con una formazione specificatamente
trinitaria.
Ci si
augura, in oltre, che i gruppi giovanili trinitari locali, facciano parte
del Movimento Internazionale della Gioventù Trinitaria, condividendo un
progetto comune.
Per
rispondere alle aspettative delle precedenti assemblee internazionali,
l’Assemblea chiede che il Presidente del Movimento Internazionale della
Gioventù Trinitaria, faccia parte del CILT e sia membro di diritto del
COPEFAT.
Solidarietà
Sarebbe opportuno favorire il gemellaggio tra i gruppi,
intercambiando indirizzi, notizie, ecc.; appoggiandosi mutuamente con la
preghiera e la collaborazione.
L’Assemblea
Intertrinitaria del Messico chiede che si studi la possibilità di
ampliare il progetto del Sudan-Cairo in favore dei rifugiati e profughi.
Una volta studiato il progetto sarà sottoposto all’approvazione del
COPEFAT, previa consulta alle diverse giurisdizioni dell’Ordine, degli
Istituti Femminili e del Presidente del laicato”.
TOP
Muovendo i primi passi
Il primo
obiettivo, o il più immediato e urgente delle proposte, era quello di
nominare una commissione per verificare la funzionalità del CILT (cfr. n.
II, 1).
Tale
compito era stato demandato dall’Assemblea al COPEFAT (Consiglio
Permanente della Famiglia Trinitaria), che si è riunito in 5 novembre
u.s. a Madrid per eseguire quanto deciso e per appoggiare le decisioni
prese.
Le
persone scelte per formare tale commissione, su consiglio del Presidente,
per ovvi motivi di vicinanza e per poter collaborare più efficacemente
con il sottoscritto, sono: TERESA GERVASI RABITTI, Presidente, e i
Consiglieri, GIOVANNA COSSU MERENDINO ed ERMANNO DI MATTEO.
Questa
piccola commissione lavorerà per due anni (2005-2007), raccogliendo gli
Statuti delle Associazioni, per poter redigere un Direttorio delle diverse
componenti associative del Laicato Trinitario e preparare l’elezione del
Consiglio definitivo.
Per
adempiere quanto proposto dall’Assemblea, è necessario che tutte le
Province, i Vicariati e le Delegazioni, collaborino perché le
associazioni abbiano gli Statuti propri, avendo come base il Progetto di
Vita del Laicato Trinitario (PVLT).
Si spera
che fra due anni, prima del Capitolo Generale dell’Ordine (verso giugno
2007), i responsabili delle differenti Associazioni Laicali, saranno
convocati per eleggere il Presidente e il Consiglio del CILT.
Mi sembra
opportuno precisare che se qualcosa non ha funzionato dello Statuto del
CILT, certamente non è da addebitarsi all’anteriore Consiglio. Anzi,
profitto di questa opportunità per ringraziare tutti i suoi membri e,
particolarmente, consentitemelo, l’ex presidente, JULE URRUTIA, che ha
profuso, a gloria della Trinità e per il bene della Famiglia Trinitaria,
un grande entusiasmo e grandi energie spirituali ed economiche. Molte
grazie!
In questo
momento penso che sia urgente il lavoro di tutti i responsabili della
Famiglia perché le proposte dell’Assemblea si concretizzino.
C’è
bisogno di un paziente e tenace dialogo tra le diverse componenti della
famiglia Trinitaria (religiosi, religiose, contemplative e laici), perché
i sogni si avverino.
C’è bisogno di conversione allo spirito di Famiglia!
Non si tratta di annullare la legittima autonomia di ogni gruppo o
associazione, ma lottare perché i differenti carismi si arricchiscano
reciprocamente, perché è dando che si riceve, e morendo che si risuscita
alla vita!
Guardare alle fonti
Oggi,
dopo otto secoli di vita dell’Ordine, all’insegna della redenzione e
della libertà, Trinità vissuta, c’è bisogno urgente di guardare alla
fonte da cui è scaturito il progetto originale di Giovanni de Matha e
della Famiglia Trinitaria: l’Eucaristia.
L’Anno
dell’Eucaristia, appena celebrato, ci deve spingere, in spirito di
Famiglia, a nutrire un forte anelito di comunione fondato sul motto che ci
accomuna: Gloria alla Trinità e agli schiavi libertà!
La Famiglia Trinitaria, vede nella Trinità la sua
origine e la meta del suo essere e agire: riesce ancora oggi, come ieri,
ad entusiasmare i nostri cuori come è avvenuto nei nostri Fondatori e
Fondatrici dei vari Istituti, Gruppi e Associazioni?
Le
antiche e nuove povertà e schiavitù, ci interpellano: come rispondere al
loro grido? Non potrebbe essere il CILT un osservatorio permanente della
Famiglia, in comunione e collaborazione con il SIT, per individuarne gli
aneliti profondi di libertà insiti nel cuore di ogni persona?
In
conclusione, credo che la Famiglia Trinitaria sia nata come risposta
urgente e necessaria alla missione carismatica suscitata dallo spirito
nella Chiesa di ieri. Oggi, il segno profetico, penso che sia quello di
crescere nella comunione e nella collaborazione, facendo o rinnovando
un’opzione preferenziale per gli ultimi e gli esclusi.
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“Famiglia
Trinitaria, ascolti tu il grido degli schiavi di oggi in America
Latina?”, chiedeva il P. Generale
“Ciascuno dalla propria storia, continua ad ascoltare
il grido degli schiavi nel Continente Americano”
Dal Concilio Vaticano II, sono passati 40 anni e, più
specificatamente, dalla Conferenza dell’Episcopato Latinoamericano
celebrata a Medellin nel 1968, la Vita Religiosa in America Latina ha dato
un giro di 180 gradi, molti aspetti della Vita Religiosa sono stati messi
in discussione e ci siamo resi conto che in questo Continente, flagellato
da una situazione sociale ed economica, dalla miseria inumana di molti
nostri fratelli, la Vita Religiosa non aveva senso se non partiva dai
poveri, dagli schiavi, se non erano questi il loro spazio teologale, se
non vedevamo Dio negli schiavi.
Il
Concilio Vaticano II, ha iniziato a far risuonare con forza la parola
“profeta”, recuperando il suo significato biblico. Nel 2003, nella XV
Assemblea della CLAR (Conferenza Latinoamericana dei Religiosi), abbiamo
iniziato a sentire che la Vita Religiosa doveva essere mistica e
profetica, aggettivi o concetti che sono risuonati ancora con più forza
nel recente Congresso della Vita Religiosa tenutosi a Roma. Credo che sia
necessario vivere in intimità profonda con Dio Trinità per poter da lì,
leggere gli avvenimenti della storia e credo anche che i nostri Fondatori;
Giovanni de Matha, Francisco Méndez, Marianna Allsopp, e tutti gli altri
fondatori della Famiglia Trinitaria, certamente hanno saputo unire la loro
intimità a Dio e il loro impegno profetico, ed
ascoltare le grida degli schiavi del loro tempo e questa è
l’eredità che hanno lasciato a noi trinitari e trinitarie.
Oggi,
dopo secoli di storia, continuate ad ascoltare queste grida? Penso di si,
ciascuno dalla propria storia cerca di continuare il carisma legato ai
nostri Fondatori.
La nostra risposta trinitaria alle grida della donna
“schiava”
Da tempo, posso parlare un po’ più di come le Suore
Trinitarie di Madrid in Messico, dalle nostre case famiglia e residenze
sociali, cercano di rispondere alle grida della donna schiava,
disprezzata, usata, maltrattata nel suo essere e avvilita nella sua dignità.
Nella
misura in cui la nostra Pastorale si incarna nella realtà delle giovani,
ascoltiamo con più frequenza espressioni di dolore, tristezza, angustia e
i loro clamori si manifestano davanti a questa realtà di ingiustizia.
Sono grida che aprono la nostra sensibilità e ci interpellano. Molta
gente le ritiene colpevoli, però non sono altro che vittime. È questa
stessa realtà quella che ci avvicina a chi con dolore, reclama di essere
curato. A queste grida e bisogni delle giovani, cerchiamo di dare
risposta, accogliendo le bambine, adolescenti e giovani che vivono una
situazione critica e a rischio, come conseguenza del peccato sociale.
Situazione di emarginazione, povertà, disgregazione famigliare ed escluse
da ogni opportunità che le permetta di vivere degnamente. Le seguiamo nel
loro processo di integrazione nei programmi della casa, si fornisce loro
accompagnamento psicologico e si propone loro una formazione umana e
cristiana. Tutto questo diventa difficile poiché ogni volta le giovani
arrivano più ferite e traumatizzate, però, il lavoro in equipe ci aiuta
a unire le forze e a fortificare l’essenziale, accompagnandole nel loro
processo di liberazione, dove divengano protagoniste del loro cambiamento.
Pastorale penitenziaria
Anche se in Messico, l’accesso alle carceri è molto
ristretto, poiché servono molti requisiti e pratiche, alcune Suore
realizzano il loro lavoro pastorale in esse, ascoltando le grida e i
bisogni di queste donne private della loro libertà, avvicinandosi alla
loro storia, conoscendo la loro realtà, inoltrando nell’area giuridica
per la semplificazione dei processi, aiutandole a risolvere i problemi in
alcune occasioni e soprattutto, ascoltandole cercando di tendere loro una
mano amica nei loro bisogni e problemi. Quando è possibile, si cerca di
far conoscere la Parola di Dio e si realizzano delle celebrazioni che sono
sempre causa di consolazione e coraggio per loro.
Lavoro con le prostitute
Questo lavoro è stato la realizzazione di un sogno
accarezzato da molto tempo. Gli inizi risalgono agli anni ottanta, dove,
nella parrocchia dei Trinitari, inserita in questa zona di alto rischio
della capitale Federale, zona della Merced, si è cercato un lavoro
congiunto stabilendo un ufficio di attenzione e orientamento per le donne.
Per vari motivi, abbiamo dovuto chiuderlo e adesso stiamo realizzando
questo lavoro inserite in una equipe intercongregazionale, anche con i
laici specializzati. Si realizza il lavoro sul campo e si stabilisce un
avvicinamento diretto con le prostitute. È impressionante vedere la
quantità di donne, molte di loro adolescenti, quasi bambine, appostate
negli angoli ad aspettare i clienti. È un enorme problema che ci supera e
trabocca e, perciò, cerchiamo di ascoltare il loro grido silenzioso che
si perde nell’indifferenza e apatia di molta gente, sono grida di
emergente attenzione per noi il cui carisma dobbiamo ci spinge. Sappiamo
che il rischio è alto, ma dobbiamo correrlo.
Lavoro con le donne indigene
Abbiamo cercato di stabilire una presenza trinitaria
nella Sierra de Oaxaca, sfortunatamente non abbiamo potuto stabilire una
comunità, e prestiamo questo serio nel periodo di vacanza. La donna
indigena è pienamente emarginata, dalla povertà, dall’essere donna e
indigena. Il suo grido è silenzioso, la donna non ha voce qui, è solo un
oggetto in mano all’uomo. Inserendoci in quella comunità cerchiamo che
quella donna valorizzi se stessa, conosca la sua dignità e lotti per
questa. Questo lavoro lo realizziamo anche con gli uomini che si sentono
padroni di tutto. Inseriamo programmi di sviluppo con le donne, laboratori
di scrittura-lettura, taglio e cucito, ecc. Alcune giovani sono accolte
nelle nostre case famiglia per continuare la loro preparazione
professionale e tecnica.
Presenza in Guatemala
Da quasi due anni siamo in Guatemala con un lavoro
congiunto con i Trinitari. Lavoriamo con loro nella parrocchia del
Villaggio di Aguacate. Si organizzano gruppi giovanili e corsi manuali. La
situazione del Villaggio è di notevole povertà. Molte giovani concludono
la Primaria e lasciano gli studi per carenze di mezzi economici e per
aiutare il sostentamento della famiglia. Stiamo anche cercando di lavorare
per procurare fondi per borse di studio per queste giovani in modo che
anche lavorando, a fine settimana seguano del Programmi di Crescita
accademica. Abbiamo anche cercato di ricreare il carisma dei nostri
Fondatori, visitando i giovani infermi nell’Ospedale Civile. Lavoriamo
insieme ai Trinitari nella Pastorale Vocazionale.
Centro del Buon Consiglio
La nostra casa di Sant’Angelo è situata in una zona
residenziale e viviamo di fronte ad un parco che la domenica ha molte
attrazioni. Così assistono molte giovani impiegate domestiche, che,
essendo domenica il loro giorno libero, era un centro di distrazione e
molte volte di perdizione. Queste giovani, in generale, sono ragazze
indigene, venute dalla campagna. Alcune religiose e laiche ascoltavano le
grida di queste giovani e si domandavano come poter rispondere. È nata
così l’idea di creare per loro un Centro Professionale che all’inizio
ha funzionato nella parrocchia ed è sempre stato curato dal laicato
trinitario. Dopo, aumentando il numero di giovani, non erano contenute
nella parrocchia e si sono trasferite nella nostra casa. Da più di cinque
anni questo centro funziona e ogni domenica le laiche trinitarie lo curano
dalle 9 di mattina alle 2 del pomeriggio. In questo centro le giovani
studiano la Primaria, visto che la maggioranza vive senza di questa, la
Secondaria, il Computer, Taglio e Cucito, Manualità e assistono
volontariamente alla scuola di Bibbia. A questo centro vi partecipano
settimanalmente, più di 150 impiegate domestiche.
Questo è,
quanto noi Trinitarie, facciamo per rispondere alle grida che ascoltiamo
dei poveri in America Latina. Sappiamo che i poveri riflettono il volto
umano e sofferente di Gesù. Ma queste risposte non sarebbero solide se
non partissero ad una vera relazione di intimità con Dio
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