V ASSEMBLEA INTERTRINITARIA: “RADICATI IN CRISTO CRESCIAMO IN FAMIGLIA”
Avila (Spagna) 22 – 26 agosto 2011
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE, BENEDETTO XVI,
in occasione dell’apertura della V Assemblea Intertrinitaria
per mano del Rev.do P. Javier Carnerero
Procuratore Generale dell’Ordine della SS. Trinità
“SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI,
saluta cordialmente i rappresentanti dell’Ordine, dei Monasteri di clausura, dei diversi Istituti di religiose di vita attiva e le associazioni di fedeli che compongono la Famiglia Trinitaria, riuniti nella V Assemblea in Avila, ed invoca lo Spirito Santo, perché vi assista e illumini in modo che, fedeli al progetto di San Giovanni de Matha, troviate le vie più adeguate per vivere oggi con generosità la vostra consacrazione religiosa e laicale nella Casa comune della Santa Trinità.
Allo stesso tempo, il Santo Padre vi esorta a guardare a Cristo, redentore dell’uomo, centro di tutto il vostro essere e missione, perché conformati alla sua immagine, riflettiate l’ineffabile bellezza dell’amore trinitario e perché la croce, che avete ricevuto come segno, vi guidi nel vostro servizio alla Chiesa, testimoniando Colui che pagò il prezzo del nostro riscatto per condurci a Dio, in modo che tutti, in particolare i poveri e gli schiavi del nostro tempo, abbiamo la gioia di incontrare la pace e la libertà vera.
Con questi sentimenti, e implorando l’intercessione di Nostra Signora del Buon Rimedio, fonte santa della grazia divina, il Sommo Pontefice imparte ai partecipanti l’implorata Benedizione Apostolica, che compiaciuto estende a tutti i membri della Famiglia Trinitaria nelle diverse parti del mondo.”
Vaticano, 22 agosto 2011
+ Angelo Becciu
Sostituto
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MESSAGIO DEI VESCOVI TRINITARI DEL MADAGASCAR ALL’ASSEMBLEA INTERTRINITARIA
AVILA, 22 AGOSTO 2011. INCONTRO CON LA FAMIGLIA TRINITARIA
MONS. ANTONIO SCOPELLITI, O.SS.T., Vescovo di AMBATONDRAZAKA
MONS. GAETANO DI PIERRO (Dehoniano), Vescovo di MORAMANGA
MONS. GUSTAVO BOMBIN ESPINO, O.SS.T. Vescovo di TSIRONOMANDIDY
“ Reverendi Padri, Reverendi Consacrati,
Carissimi fratelli e sorelle che formate la famiglia Trinitaria.
Ci è stato chiesto un breve saluto e un breve messaggio.
Lo facciamo con rispetto e con gioia sapendo che nell’accoglierci qui in mezzo a voi anche se per un breve tempo, ci sentite vostri fratelli e padri, membri di questa vostra famiglia, membri di una sola famiglia.
Come Vescovi vogliamo rinnovarvi e dichiararvi la nostra stima e dirvi un grazie di vero cuore per tutto ciò che siete e che fate per le nostre diocesi.
Nello stesso tempo, sapendo di essere chiamati ad essere uniti con voi tutti sullo stesso cammino della famiglia trinitaria, vogliamo assicurarvi la nostra benedizione e le nostre preghiere affinché la Santissima Trinità faccia scendere su ciascuno di voi e su tutti le grazie che abbiamo domandato per questo incontro.
Un brevissimo messaggio potrebbe essere questo.
Ricordiamo che sei anni fa, il Santo Padre Benedetto XVI, ricevendoci insieme per la “visita ad limina” ci ha raccomandato di continuare ad occuparci della formazione cristiana delle “famiglie”. Avevamo detto al Papa che nella nostra diocesi erano nati centri per le “familles leaders”: famiglie di catechisti prima e tutte le altre poi.
Era felicissimo e ci ha fatto capire ancor piú che la santitá della famiglia è sorgente di sante vocazioni non solo per le famiglie religiose, ma anche per la societá che non sará mai come Dio se la famiglia non è secondo il cuore e il modello trinitario.
Ecco allora il nostro breve messaggio: rivolgendoci in particolar modo alla famiglia trinitaria presente e operante nelle nostre diocesi, vuole essere un accorato invito a tutti i membri di questa famiglia a lanciarsi con più impegno ed entusiasmo nella nuova evangelizzazione delle famiglie non soltanto di questo loro movimento, ma anche di tutte le altre famiglie cristiane e non ancora cristiane secondo il carisma dell’Ordine.
Siamo certi che l’evangelizzazione nuova fatta insieme da tutti i membri di una stessa famiglia religiosa e con tutti gli altri movimenti ecclesiali, non è, e non può essere un optional per tutti i cristiani ma una necessità.
Ieri a Madrid il Santo Padre ha detto ai giovani della GMG che è assurdo voler marciare da soli.
La parola del Santo Padre ci sembra una parola forte e necessaria per tutti noi della nostra famiglia trinitaria.
Grazie per l’asciolto. Benedicenti, benediciamo tutti!”
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Messaggio del COPEFAT alla Famiglia trinitaria a conclusione della V Assemblea Intertrinitaria “Avila 2011”
Ai nostri fratelli e sorelle
della Famiglia Trinitaria nel mondo.
Dal 22 al 25 agosto abbiamo celebrato nella città di Avila la V Assemblea Intetrinitaria “Avila 2011”, che oggi, 26 agosto, terminiamo a Salamanca, presso le reliquie del nostro Santo Padre San Giovanni de Matha. Abbiamo vissuto un’esperienza della Famiglia molto gratificante e indimenticabile, nella quale abbiamo potuto apprezzare le differenze che ci arricchiscono e l’unità essenziale che ci unisce.
Ripassando la storia di questi venticinque anni, riconosciamo un progresso importante nel cammino percorso. A livello generale stimiamo che sia cresciuto in noi il senso d’appartenenza alla Famiglia in tutti gli ambiti: il laicato si sente più considerato, le relazioni tra i differenti membri sono più trinitarie, crescono i progetti comuni, gli organismi creati per spronare il senso di famiglia sono vivi…
In questa V Assemblea “Avila 2011” apprezziamo specialmente la presenza dei giovani, e la loro partecipazione. Avvertiamo che sono stati accolti con gioia, si sono manifestati come sono, si sono espressi con libertà e abbiamo notato il loro stimolo: sono un forte segno di speranza. Si percepisce una straordinaria ricchezza in tale pluralità, in un ambiente di famiglia sana, libera unita, in ricerca, aperta, in cammino. In generale riconosciamo che vi è una realtà affascinante. Il nostro carisma è molto ricco e attuale, e la nostra missione ha delle sfide importanti. La Famiglia Trinitaria è viva: è un dono di Dio chiamato a essere profezia di comunione nel nostro mondo.
Vi presentiamo, quindi, alcune mozioni dell’Assemblea che hanno lasciato una risonanza in questo COPEFAT:
1. Rivedere le nostre strutture:
Non possiamo copiare il mondo piramidale, ma piuttosto dobbiamo vivere nella circolarità dalla Trinità. Come trinitari/e, dobbiamo far avanzare in tutte le nostre strutture, le relazioni e i ministeri, la corresponsabilità, manifestando apertamente la ricchezza e complementarietà delle nostre differenze, come l’uguaglianza essenziale della nostra vocazione. Dobbiamo continuare a sviluppare il concetto di famiglia, inglobando nella vita e nelle relazioni una nuova direzione, un linguaggio nuovo, e tenendo in conto l’aria fresca, pura, portatrice di novità delle nuove generazioni. “Radicati in Cristo, cresciamo in Famiglia” significa che Cristo è al centro; e, tutti noi, religiosi/e, monache e laici, giovani e adulti, siamo saldamente uniti a Lui, e in Lui, tra di noi.
Le sfide concrete, importanti in questa linea sono:
Il ruolo della donna lo riteniamo importante negli organi decisionali, come anche quello del laicato. Ci sembra di aver ascoltato nella nostra Assemblea il clamore delle donne e dei laici: non abbiamo bisogno d’idee da eseguire, ma pensare insieme.
Recuperare un linguaggio di uguaglianza inclusivo (non è l’Ordine e la famiglia; ma la Famiglia Trinitaria che ci riunisce tutti).
Recuperare anche un linguaggio femminile, che dichiari la comunione, l’uguaglianza essenziale, l’unica dignità della persona, tutte figlie di una medesima famiglia.
2. Rafforzare la comunione per crescere in Famiglia:
Per raggiungere tale obiettivo è necessario coltivare la vita interiore e fortificare la comunità particolare.
Vita interiore, personale e comunitaria. Bisogna coltivare il silenzio, la solitudine e incontrarci perennemente col Mistero di Dio che abita in noi. È dalla vita nello spirito come possiamo sperimentare la gioia della comunione e della famiglia. Se non vi è esperienza personale di Dio Trinità, coscienza della sua Presenza, in noi e intorno a noi, non può esserci vero senso di famiglia e, difficilmente, la missione sarà trinitaria.
L’esperienza dello Spirito ci apre alla comunione universale: sperimentiamo l’amore gratuito e la connessione con tutto ciò che esiste. Quanto avviene nel mondo ci riguarda da vicino; non possiamo restare al margine della realtà in cui vivono i nostri fratelli e sorelle, chiunque essi siano.
L’esperienza dello Spirito, è anche sorgente di fecondità e di creatività. Se viviamo nello Spirito sbocciano cose nuove. Lo Spirito ci permette di passare dalle concezioni razionali e dagli schemi intellettuali, solidi sicuri, statici, all’esperienza di vita che ci sorpassa, che mette in gioco e al centro il cuore, che permette lo sviluppo del carisma, perché permette il fluire della vita.
Fortificare la Comunità, cominciando da quella particolare, concreta, quotidiana, che si costruisce giorno dopo giorno:
Essere comunità trinitaria è vivere la misericordia senza misura, lottare per la giustizia con tenerezza e sperimentare la gioia di una vita in pienezza; però si tratta di vivere ciò all’interno e all’esterno (nella nostra vita e nelle nostre relazioni e non soltanto nella missione). Bisogna incominciare da e tra di noi: nelle nostre piccole comunità e gruppi, nei nostri Istituti, province, federazioni, delegazioni o vicariati e, dall’esperienza di vita trinitaria vissuta, nelle nostre realtà particolari, possiamo crescere in famiglia estendendola oltre i nostri confini.
3. Missione condivisa:
Non basta fare cose insieme. Riconosciamo il valore delle cose che realizziamo in famiglia. Crediamo, però, che oltre a progettare nuove cose in famiglia, possiamo mettere insieme ciò che possediamo: condividere opere, partecipare in ciò che già stiamo facendo, aiutarci…sostenendoci a vicenda. La creatività nasce facilmente quando si condivide senza misura. Abbiamo una grande ricchezza per fronteggiare il futuro, ma essa sarà fonte di una maggiore ricchezza se la condividiamo e la comunichiamo.
Sostenere e promuovere i progetti in famiglia che abbiamo tra le mani. Sono abbastanza, e dobbiamo averne cura. Ricordiamo il SIT, per i rilievi fatti durante l’Assemblea. È un progetto caratteristico della nostra missione trinitaria e di enorme attualità. Interpellati dalle grida di tanta gente perseguitata, dobbiamo riprendere la partecipazione corresponsabile in questo organismo.
Nuove realtà che ci interpellano. Vi sono molte realtà di povertà e schiavitù che ci riguardano, ci rattristano e ci preoccupano. In questo momento ci sembra uno scandalo per l’umanità, e un dolore per la famiglia trinitaria, la situazione di Etiopia e Somalia; dove tante persone muoiono di fame costantemente. Ci sollecitano, anche i poveri vicini a noi e il non poter offrire loro una risposta a causa della nostra burocrazia, orari, identità e condizioni. Come recuperare l’incisività del nostro carisma in ogni luogo? Abbiamo molte azioni, opere concrete, progetti che stiamo promuovendo…e danno molta gloria a Dio perché stanno donando vita a molte persone. Tuttavia, non possiamo essere tranquilli, mentre tante volte dobbiamo dire ai fratelli che soffrono: “non posso aiutarti”.
4. Proposte che ci sembrano interessanti, fattibili e desideriamo spronarle:
La Formazione, a due livelli: la possibilità di una formazione trinitaria in comune, e la necessità di formare nel senso di famiglia in ciascuna delle nostre realtà (la presenza del senso di famiglia nei nostri piani e progetti di formazione). È molto importante lavorare in itinerari (processi)…
La Pastorale Giovanile Vocazionale: promuovere il Carisma, non le nostre istituzioni o le opere particolari. Le esperienze di una pastorale d’insieme dovrebbero estendersi, promuoversi, coltivarsi…
La Comunicazione: l’informazione deve circolare, poiché la comunicazione è importante per la comunione. Una pagina web della famiglia, è una possibilità non solo per farci conoscere all’esterno, ma anche all’interno: per la formazione, condividere le risorse, ecc.
Interscambio in esperienze di vita e missione: non si tratta di collaborare o fomentare esperienze puntuali che ci arricchiranno, ma di promuovere la partecipazione allo stesso carisma. I progetti esistenziali delle comunità superano di gran lunga le attività che realizziamo.
5. Che cosa ci identifica come trinitari/e?
Possiamo parlare di molte prospettive, tutte valide, anche se evidenziano diversi aspetti. Le realtà in cui ci troviamo sono differenti (società, culture, storia di ogni istituzione…). Abbiamo anche carismi diversi… Però, abbiamo un’unica missione: che la liberazione definitiva di Dio Trinità penetri in ogni realtà dove siamo presenti, in vari modi e maniere, la liberazione definitiva di Dio Trinità, Dio Amore, Dio Famiglia, che non lascia fuori nessuno… Crediamo che tutti abbiamo l’esperienza di cosa significhi essere Famiglia Trinitaria libera.
CONCLUSIONE
Insieme costruiamo comunione. Insieme cresciamo in famiglia. È opportuno che continuiamo nella stessa linea e proseguiamo a costruire e progettare… Tuttavia, dobbiamo riconoscere che il nostro cammino in famiglia è un frutto che proviene dallo Spirito. È molto importante considerare che nei nostri progetti condivisi e sopportati in famiglia, vi sia una meravigliosa espressione della volontà di Dio. Perciò siamo riconoscenti, lo ringraziamo e lo lodiamo insieme. Non siamo soli, e non soltanto perché siamo molti e cresciamo in Comunione, ma perché Lui cammina davanti a noi in questo cammino; abbattendo (barriere, muri, recinzioni…) inondando dovunque passi; fluisce ininterrottamente generando vita… Lo Spirito fa nuove tutte le cose.
Nel nome della Santissima Trinità, ricevete il nostro abbraccio fraterno e cordiale.
Firmato nella città di Salamanca il 26 agosto 2011.
